Alfonso Greco

di Pier Luigi Piredda

Sassari. L’umiltà è la virtù dei forti e Alfonso Greco ha mostrato il coraggio dell’umiltà nel suo ritorno a Sassari sulla panchina della Torres. Un uomo vero, pronto a caricarsi sulle spalle tutte le pesanti responsabilità a cui sta andando incontro, vista la complicata situazione di classifica della Torres, ma che prima di farlo ha voluto fare una premessa, dedicata ai tifosi, alla Torres e alla città. Parole pronunciate con convinzione che gli hanno fatto onore e che non potranno che aiutarlo per ritrovare il feeling con l’ambiente rossoblù in questa prima delicatissima fase del suo ritorno alla guida della compagine sassarese.
“Ci tengo particolarmente ad iniziare la conferenza chiedendo scusa per aver mancato di rispetto alla piazza e ai tifosi per il modo in cui mi sono congedato a maggio: è doveroso farlo – ha spiegato Greco, ancora prima di rispondere alle domande dei giornalisti -. Non mi ero comportato bene. Ci ho pensato tanto, ma era giusto fare questa precisazione. In quel momento c’era in me, come penso in tutti, rabbia e delusione, personale e della squadra, e non mi sono comportato con rispetto verso la piazza, verso i tifosi, verso tutti. E non fa di certo parte del mio modo di fare. Scusatemi – ha pronunciato con un pizzico di emozione queste parole che gli fanno onore e sono di un’importanza fondamentale per tutta la Sassari sportiva in questo momento di difficoltà della Torres -. Ora è tempo di concentrare tutte le nostre energie per il bene della Torres – ha poi continuato dedicandosi alla squadra per cercare di mascherare l’emozione, mista anche a soddisfazione per la chiamata ricevuta per risollevare le sorti della squadra rossoblù -. Credo che questi ragazzi possano uscire dalla situazione in cui siamo, ma servirà l’aiuto di tutti. Pensavo che il mio ciclo alla Torres fosse finito, non pensavo di ritornare. Durante questo periodo di fermo forzato ho avuto diversi contatti con altre squadre, ma nessuna trattativa è andata in porto. Poi il destino, o quel che è stato non lo so, mi ha riportato qui – ha aggiunto il tecnico con un sorriso –. Non ho avuto problemi ad accettare la chiamata della Torres perché tengo particolarmente a questa società e a questa città che mi è rimasta e che ho sempre nel cuore – ha sottolineato Alfonso Greco -. Ai ragazzi ho detto di liberare la testa e andare in campo con leggerezza, consapevolezza e responsabilità”.

E così Alfonso Greco è risalito sulla tolda di comando di una nave che sta imbarcando acqua da tutte le parti, che dovrà ancora affrontare mari burrascosi prima di trovare la meritata bonaccia e che, come ha detto lui: “Sono convinto che ha tutte le possibilità per superare questi momenti difficili e fare bene”.
Ora la squadra non avrà più alibi. Da Pazienza a Marco Sanna fino a Greco. Tre tecnici per riprendere un cammino interrotto quasi ancora prima di cominciare. Già una volta Greco ha ripreso la squadra in corsa e l’ha rianimata. E quella era una situazione ancora più difficile perché mancavano poche giornate alla fine del campionato. Adesso invece c’è più tempo e il tecnico potrà lavorare con una pressione minore, anche se la classifica attuale è davvero penosa.
Ma bisogna lasciarsi tutto alle spalle come ha confermato lo stesso allenatore: “Il passato è passato e non dobbiamo pensarci. Dobbiamo tracciare una riga e andare avanti. Questa squadra ha bisogno di ritrovare certezze e dobbiamo essere bravi a ritrovarle con urgenza– ha sottolineato il tecnico -. È vero che i numeri non mentono, ma la squadra non merita certamente di essere in questa posizione. Ho visto quasi tutte le partite della Torres, come quelle delle altre squadre del girone, e sono convinto che ci siano tutte le condizioni per recuperare il terreno perduto. Ma bisognerà lavorare sodo. Per quanto riguarda l’astinenza dal gol – ha insistito Alfonso Greco – non è un problema di attaccanti. Bisogna mettere tutti in condizioni di segnare. Ora dobbiamo concentrarci per riuscire a tirarci fuori al più presto da questa situazione, ma dobbiamo farlo tutti insieme. I ragazzi hanno qualità, voglia e disponibilità e sono convinto – ha concluso il neo tecnico rossoblù – che questa squadra ha le caratteristiche e le potenzialità per uscire dal difficile momento attuale”.

Ora bisognerà solo attendere il verdetto del campo. L’appuntamento è per sabato alle 17,30 al Vanni Sanna.
E dopo questo cambio di allenatore a Sassari sta ritornando la passione. Non si parla d’altro in questi giorni, anche se il ritorno di Alfonso Greco ha ricevuto pareri contrastanti. Ma le critiche nei confronti del nuovo-vecchio tecnico dovrebbero essere state spazzate via dal suo meraviglioso bagno di umiltà appena arrivato a Sassari. Un messaggio che è allo stesso tempo un atto d’amore per una città che l’ha coccolato e criticato, ma che lui ha dimostrato di avere comunque nel cuore. Nonostante la sofferenza per la pesantissima sconfitta ai play off e il traumatico addio.
Accettare questa sfida è infatti prima di tutto una dimostrazione di affetto, anche se qualcuno potrebbe dire che era a spasso e quindi… Ma non è proprio così visto che la telefonata della dirigenza rossoblù è arrivata pochi minuti prima di almeno altre due telefonate, dal Lazio e dalla Toscana, che volevano proporgli panchine importanti. Ma al cuore non si comanda. E se è vero che Greco era comunque sotto contratto con la Torres, se lui avesse deciso di andare altrove avrebbe potuto tranquillamente rifiutare la proposta rossoblù e rescindere il contratto.
E invece Greco ha preferito tornare dove aveva lasciato con rimpianto e tanta amarezza e ora con la speranza che la rabbia e la delusione di quel maledetto playoff perso possano trasformarsi in sorrisi carichi di gioia che coinvolgano tutta la città.
In cuor suo il tecnico spera che i primi sorrisi arrivino già da sabato, così come lo spera la società che in questi mesi è stata dentro un frullatore. Polemiche, critiche pesanti e ingiuste, voci fatte girare ad arte per mettere in crisi un gruppo di giovani appassionati che, nonostante si siano trovati ad affrontare difficoltà a loro sconosciute, hanno continuato a lavorare a testa bassa con un solo obiettivo: salvare la stagione e riportare la Torres il più in alto possibile.
Perché i sogni il giovane gruppo dirigenziale rossoblù continua a coltivarli, anche se per adesso è stato costretto a riporli nel cassetto. Ma il grande sogno della società che è anche quello di tutti i tifosi e della città è sempre lì e questa è la forza che sostiene e spinge il gruppo Abinsula ad andare avanti.
Il passo indietro fatto in questi giorni con il cambio di allenatore e l’ammissione di aver sbagliato è sintomo di grande maturità.
Ora resta soltanto l’ultimo tassello per cominciare la riscossa: la vittoria.
Ma per raggiungerla servirà anche l’aiuto del pubblico. L’aiuto dei soliti meravigliosi tifosi che incitano la squadra dall’inizio alla fine quando si gioca in casa e che la incoraggiano in trasferta, sobbarcandosi centinaia di chilometri e facendo enormi sacrifici per far comunque sentire in ogni stadio il calore e la vicinanza ai loro beniamini. Ma servirà anche l’aiuto di Sassari. Di quella Sassari che diventa torresina quando si vince, ma che si eclissa quando le cose non vanno bene. E invece ora è arrivato il momento di dimostrare l’amore per la Torres, senza se e senza ma. Perché la squadra e la società hanno bisogno di tutti. E il calore del tifo deve essere il dodicesimo uomo che dovrà spingere la squadra verso la vittoria.
Allora non resta che accettare questa sfida e andare sabato alle 17,30 al Vanni Sanna per sostenere la nuova Torres di Alfonso Greco nella prima battaglia con il Perugia. Tutti uniti si può: non solo vincere la battaglia, ma anche andare oltre. Tutti uniti: squadra, società e pubblico con un solo grido Forza Torres.