di Pier Luigi Piredda
Un pareggio che non può certo fare la felicità, ma che permette di raggranellare un punticino per la classifica. Ma soprattutto è arrivato un gol dopo tanto tempo. E insieme alla rete anche spiragli di speranza. La Torres è una squadra in convalescenza. Una squadra ancora alla ricerca della sua identità. Una squadra che deve scacciare ancora tante ombre del passato. Ecco perché il pareggio deve essere accolto con un briciolo di soddisfazione.
Il Perugia è come la Torres una squadra in convalescenza, ma il nuovo tecnico Tedesco ha avuto più tempo per stare con la squadra e darle un gioco, che sicuramente sarà produttivo per il prosieguo del campionato e quindi per risalire posizioni in classifica.
Alfonso Greco, invece, ha avuto appena cinque giorni per risollevare una squadra in depressione profonda. Non poteva fare miracoli, e nessuno glieli ha chiesti, ma almeno è riuscito a trasmettere ai suoi ragazzi un po’ di serenità. E lo si è visto soprattutto dopo il pareggio del Perugia, quando tutti i rossoblù hanno stretto i denti e, pur non riuscendo a riprendere il filo del gioco del primo tempo, sono riusciti a non farsi infilare dagli avversari, galvanizzati da un gol, anzi autogol, sul quale c’è lo zampino dell’arbitro che non ha ravvisato un nettissimo fallo su Mercadante all’inizio dell’azione.
Peccato. Perché il pareggio degli umbri è arrivato all’inizio del secondo tempo, quando la Torres stava rifiatando dopo un bel primo tempo e stava cercando le contromisure per reggere all’urto di un Perugia più determinato.
Questa volta però la squadra rossoblù ha mostrato compattezza e voglia di combattere per non capitolare per l’ennesima volta in casa. Greco ha poi fatto alcuni cambi e i nuovi entrati hanno messo in campo la grinta giusta.
Contro il Perugia si è vista una Torres più propositiva rispetto alle ultime prestazioni e con quella voglia di voler fare risultato che era stata dimenticata. Greco in pochi giorni ha lavorato sulla testa dei giocatori, ha provato a scuoterli da quel torpore che li aveva attanagliati e dal quale non riuscivano a liberarsi. Per farlo ha parlato con tutti i giocatori e durante gli allenamenti ha cercato di allentare la pressione che avevano accumulato in questa prima parte di stagione. La leggerezza e la tranquillità si sono viste sin dalle prime battute quando la Torres ha preso il comando delle operazioni e ha sfiorato più volte il gol, che in almeno due occasioni avrebbe meritato se il portiere perugino non avesse fatto due miracoli.
Greco ha comunque stupito tutti schierando una formazione particolarmente agguerrita. Sulla fascia destra, in attesa del ritorno di Zecca, ha schierato l’esuberante Sala e sulla sinistra, come già aveva fatto Marco Sanna a Ravenna, ha dato fiducia a Zambataro, che se l’è cavata abbastanza bene finche le gambe l’hanno sostenuto. Ma la vera sorpresa è stata in avanti dove il nuovo tecnico si è affidato al collaudato Diakitè, al talentuoso ma evanescente Di Stefano e al finora oggetto misterioso Starita, che ha ripagato la scelta dell’allenatore con una prestazione generosa e di qualità, ma soprattutto con un gol da attaccante vero. Un gol che ha sbloccato la partita e fatto esplodere di gioia il “Vanni Sanna”.
La strada sarà ancora lunga e irta di ostacoli, ma qualcosa si è cominciato a intravvedere almeno per quanto riguarda il gioco e soprattutto la dedizione di tutti i giocatori che hanno dimostrato di voler riscattare il disastroso inizio di stagione. E se al 93’ il colpo di testa di Masala fosse finito in fondo alla rete, invece di sibilare vicino al palo con il portiere perugino immobile al centro della porta, ora staremmo raccontando un’altra storia. Ma la fortuna in questa stagione maledetta non ne vuole sapere di guardare dalla parte della Torres.
Unico neo di questo primo punto della gestione Greco è stato l’evidente calo fisico di molti giocatori nella seconda parte del secondo tempo. Forse è solo una questione mentale, ma le gambe di qualche giocatore sono sembrate più pesanti di quelle degli avversari che troppo spesso arrivavano prima sul pallone. E la squadra ha finito la partita in apnea. Il nuovo preparatore William Sciacca dovrà lavorare duramente per recuperare il terreno perduto e per portare ogni giocatore nella condizione fisica migliore.
Infine, una piccola annotazione sull’arbitraggio ancora una volta molto criticabile per alcune scelte fatte nonostante l’aiuto del Var. Soprattutto in occasione del pareggio perugino, ma anche su alcuni falli dei perugini e in particolare per un’entrata-killer su Idda nel finale. Nonostante il Var, è incredibile che dall’inizio del campionato non ci sia stata una sola decisione favorevole alla Torres. È vero che a pensare male si fa peccato… ma spesso si indovina… E infatti sembra proprio che in questa stagione la Torres non sia troppo simpatica alle terne arbitrali.
LE PAGELLE
Questa volta preferiamo non dare voti e limitarci a valutazioni sulle prestazioni dei diversi giocatori. Il motivo di questa scelta è causato dal fatto che la Torres sta cercando di venire fuori da un periodo buio e lo sta facendo con un nuovo tecnico arrivato da pochi giorni. I giocatori in questo momento hanno bisogno di serenità e di fiducia. Allora almeno per questa prima partita del nuovo ciclo abbiamo preferito non dare voti. Un messaggio di affetto e di fiducia da parte nostra verso una squadra convalescente che però d’ora in poi non può più permettersi ulteriori passi falsi.
ZACCAGNO: una superparata su un tiraccio di Montevago, un altro intervento nel finale ma sempre tanta sicurezza. Anche con la palla tra i piedi.
IDDA: sta vivendo una seconda giovinezza. Non ha sbagliato un intervento, bene anche in fase di disimpegno, peccato che non abbia i piedi troppo educati.
MERCADANTE: un guerriero. Però ogni tanto dovrebbe scaraventare la palla in tribuna anzi cercare la giocata e farsi buggerare come è accaduto, anche se in maniera fallosa, in occasione del pari perugino.
ANTONELLI: insuperabile. Ordinato quando ha palla tra i piedi. Non ha sbagliato nulla.
SALA: destra, centro o sinistra: lui non fa differenze sulla zona di campo in cui deve giocare. Recupera palloni, si propone sulla fascia, crossa e cerca il gol di testa e di piede ma ha trovato sulla sua strada un superportiere. Un’altra prestazione di alto livello.
BRENTAN: benino nel primo tempo quando si propone per ricevere il pallone e smistarlo in avanti, cala sensibilmente nel secondo tempo e probabilmente si demoralizza per l’autogol.
ZAMBATARO: Marco Sanna a Ravenna l’ha tirato fuori dalla naftalina, Alfonso Greco gli ha affidato la fascia sinistra e nel primo tempo è stato tra i migliori. È calato nella ripresa, ma non si è mai arreso: un giocatore ritrovato che ha bisogno di fiducia.
MASTINU: alcune giocate strepitose, ma è ancora un po’ troppo discontinuo. Ha provato a prendere per mano la squadra, ma è stato sempre accerchiato dagli avversari che conoscendolo lo temevano e ne hanno limitato le giocate. Comunque dal suo magico sinistro è nato il gol del vantaggio della Torres
DIAKITÈ: ha combattuto, ha preso tantissime botte ma ha anche girato a vuoto. Più evanescente del solito, forse un po’ affaticato.
DI STEFANO: ha numeri da giocatore di classe, ma si è spesso estraniato dal vivo del gioco. Ha provato qualche bello slalom, ma è stato troppo discontinuo.
STARITA: che bella sorpresa. Ha corso tantissimo e finché le gambe l’hanno sostenuto ha messo in crisi la difesa perugina. Ha anche fatto il gol che ha portato in vantaggio la Torres. Una rete da attaccante vero. Ha ripagato la fiducia concessagli da Greco con una prestazione di alto livello. Anche se può dare di più.
MASALA, LUNGHI, MUSSO, GIORICO, FABRIANI: una ventina di minuti in campo durante i quali hanno messo in mostra il giusto impegno in un momento delicato della partita.
ALFONSO GRECO: il suo ritorno sulla panchina è stato accolto con un boato di gioia e tanti applausi. Lui ha ringraziato e poi si è tuffato nella partita. Molto più attivo rispetto al passato, ha spesso richiamato i suoi ragazzi per dargli indicazioni e sostenerli nei momenti di difficoltà. Avrebbe voluto vincere, ci teneva per fare un regalo alla città. Non c’è riuscito ma la sua prima Torres è sembrata una squadra viva che ha voglia di recuperare il terreno perduto. E lui è pronto a sostenerla. Ora ha bisogno di tempo, ma anche lui sa bene che non ne ha troppo, e di fiducia.
Torres-Perugia 1-1
Torres (3-4-3): Zaccagno; Idda, Antonelli, Mercadante; Zambataro, Brentan (Masala dal 83’), Mastinu (Giorico dal 69’),(C), Sala; Starita (Fabriani dal 83’), Di Stefano (Lunghi dal 69), Diakite (Musso dal 72’). A disposizione: Marano, Petriccione, Biagetti, Lattanzio, Dumani, Bonin, Carboni, Stivanello, Nunziatini. Allenatore Alfonso Greco.
Perugia (4-3-1-2): Gemello; Calapai, Riccardi, Angella (C), Tozzuolo; Giunti (Gomez dal 83’), Torrasi, Megalaitis; Tumbarello (Broh dal 79’); Montevago, Bacchin (Kanoute dal 64’). A disposizione: Moro, Vinti, Gomez, Dell’Orco, Terrnava, Ogunseye, Giardino, Giraudo. Allenatore Giovanni Tedesco.
Arbitro Signor Zoppi di Firenze, primo assistente Signor Cadirola di Milano, secondo assistente Signor Consonni di Treviglio, quarto uomo Signor Colelli di Cagliari, al FVS Signor Pilleri di Cagliari.
Ammoniti: Starita, Antonelli, Tozzuolo, Musso, Angella
Reti: Starita 41’, Brentan (autogol) 55’
