Disponibile dal 15 dicembre in radio e su tutte le piattaforme digitali il singolo Anninnia dello storico gruppo sardo Prendas.

Il singolo anticipa l’uscita dell’album Armonia, di prossima pubblicazione su etichetta La Stanza Nascosta Records.

Anninnia dei Prendas unisce l’antichissima tradizione delle pastorali (uno dei momenti fondamentali del repertorio musicale e popolare, profondamente connesso al tempo natalizio, che cuce insieme frammenti di differenti melodie riprese da danze popolari, canti sacri e singole composizioni), i canti natalizi sardi (celebri, a questo proposito, le Cantones de Nadale di Pietro Casu, composte nel dicembre del 1927) e il canto monodico delle ninne nanne e canti di culla, che vengono denominati principalmente proprio anninnia, dal modulo stereotipo ricorrente “anninnia anninnia”.

Normalmente eseguita, in origine, da una voce femminile sola ma sovente reincisa da voce maschile, l’anninnia, cantata a boghe sola, è tra le forme musicali sarde più arcaiche.

Il termine anninnia – spiega il glottologo Salvatore Dedola – “ha la base nell’akk. annu(m) ‘sì’ + ni’u ‘signore, maestro’ (rivolto specialmente al dio, al re, e in questo caso al ‘re’ della casa, ossia al bimbo), con significato ‘sì, mio signore’. Tale parola ha il corrispondente sumerico nin ‘lady, lord’. La ripetizione cantilenante (o esaltativa) del sum. nin porta facilmente a nin-ni-, cui si appoggia altrettanto facilmente -a, -aa, -aaa, vocale media adatta a recare calma e sopore.”
(https://linguasarda.com/termini-della-musica-sarda-sopravvissuti/)

Il testo si struttura in una catena di distici a rima baciata, intercalati dal modulo stereotipo. Gli archi, il clarinetto e il flauto traverso – con il basso in funzione di prezioso collante – disegnano una melodia suggestiva, in sei ottavi, che con infinita delicatezza immerge l’ascoltatore nel mistero della nascita di Gesù.

Testo:

Anninnia, Reposa anninnia

Drommi divinu Messia

Anninnia, Pizzinnu anninnia

Drommi in sinu de Maria

Rit. In su jogulu has su gosu

Nobile, Re valorosu

Su sonniu tou siat serenu

Gloriosu Natzarenu

Anninnia, ti canto o Redentore

Sas metzus liricas de amore

Anninnia, tue drommi serenu

Celeste o Re Supremu

Rit. A tie canto innos de allegria

A tie Beneittu Messia

A tie Prenda de oro Divinu

Amadu Gesù Bambinu

Sos Anghelos cantana Osanna

In custa notte manna

Dae su Lughente Giardinu

Cantana a Gesù Bambinu

Testo, musica e arrangiamento: Giovanni Marongiu
Violino 1: Eduardo Braito Testa
Violino 2: Alessia Pittau
Viola: Riccardo Cherchi
Violoncello: Alessia Sassu
Flauto traverso: Matteo Sechi
Chitarra barocca: Mirco Doro
Clarinetto: Piero Uleri
Basso, missaggio e master: Salvatore Papotto

Registrato presso lo studio La Stanza Nascosta Records, tranne gli archi e il clarinetto registrati in presa diretta da Salvatore Papotto presso l’auditorium di Trinità d’Agultu.

BIO

Il gruppo musicale Prendas viene fondato nel 1987 da Giovanni Marongiu, diplomato al Conservatorio Luigi Canepa, già armonizzatore di canti popolari per voci virili e voci miste a Berchidda, Silanus, Bultei e Anela, armonizzatore del Coro Sant’Alene di Tula, insegnante di vocalità nella scuola civica di Tula e maestro di canto a cappella della parrocchia di San Sebastiano e di Santa Lucia in Berchidda.

L’attuale line-up dei Prendas comprende lo storico fondatore del gruppo, Giovanni Marongiu (compositore e arrangiatore, basso acustico, chitarra battente, liuto cantabile e voce), Matteo Sechi (flauto traverso, ottavino, traverso irlandese, sulittu) e Mirco Doro (chitarre a dodici corde barocca, chitarra battente mediterranea e voce).

Tra le esperienze più significative di Matteo Sechi: la partecipazione come flautista alla colonna sonora del film I Giganti (2021) del regista sardo Bonifacio Angius; la collaborazione, nel 2017, con il Conservatorio di Asnières-sur-Seine di Parigi, con concerto finale nella Eglise Notre-Dame du Perpétuel Secours, e i tre concerti tedeschi con la Dresdner Bläserphilharmonie.

Mirco Doro frequenta il Triennio di Chitarra jazz al Conservatorio di Sassari e suona con diverse formazioni, spaziando dal jazz al rock (con i Fama ha partecipato a Sanremo Rock a Ferrara) fino a influenze fusion e latin (con il gruppo Krasa).

L’attitudine alla sperimentazione, alimentata nel tempo anche dall’avvicendarsi nel gruppo di oltre 26 musicisti di diversa estrazione, ha condotto all’ibridazione con sonorità greche, balcaniche, montenegrine e arabe.

All’utilizzo degli strumenti tradizionali (launeddas, sulittos, benas e pippajolos) i Prendas hanno affiancato, nel corso degli anni, violini, viole, flauto traverso, chitarrone, basso acustico e percussioni etniche pesanti.

All’album di debutto Prendas (Tecno Record) fanno seguito, tra i lavori più significativi, Umbras (Frorias, 2002) e Auroras (Frorias, 2006), che vedono la partecipazione del jazzista Paolo Fresu; Sole ruju (Alfamusic Studio, 2010), Prendas Sardinia (Live) (Edizioni Musicali Bagutti, 2013) e Hiknusa (Ezio Paloschi, Out Recording Studio, 2016).

Alla produzione discografica i Prendas affiancano un’intensa attività live, esibendosi – nel contesto di festival folk, rassegne di musica colta e manifestazioni di carattere socio-culturale – in Italia (Piemonte, Lombardia, Veneto, Lazio) e all’estero, in Slovenia, Spagna, Svizzera e Francia, dove ottengono particolare riscontro di pubblico e critica.

Giovanni Marongiu e i Prendas, in collaborazione con l’Associazione culturale “Kuncordia” e il gruppo spagnolo Dulzaineros del Bajo Aragón di Zaragoza, stanno lavorando al progetto Incontro di Voci e Suoni del Mediterraneo, che ai concerti in Sardegna e in Spagna affianca una mostra di strumenti musicali dell’intero Bacino del Mediterraneo.

Lo scorso 27 giugno i Prendas hanno pubblicato su tutte le piattaforme digitali il singolo Armonia (La Stanza Nascosta Records), che anticipa – con Anninnia – la pubblicazione dell’omonimo album in studio.