di Pier Luigi Piredda
Sassari. “…il buio, la solitudine e il niente sono la tua compagnia paese mio ti lascio e vado via” erano le parole del ritornello della vecchia famosa canzone “Che Sarà” dei Ricchi e Poveri e Josè Feliciano. E riaffiora alla memoria quando ci si avventura a piedi all’imbrunire nel cuore del centro storico di Sassari.
Basta superare piazza Tola, dove l’ultimo baluardo della resistenza commerciale è l’ormai storica coltelleria di Luciano Repetto, per addentrarsi in un mondo di solitudine e degrado. Serrande chiuse, pareti dei palazzi scrostate e corrose dall’umidità e dal tempo, sporcizia un po’ ovunque. E, soprattutto, nessuna anima viva in giro. Proprio nessuno che percorra via Lamarmora, l’antica Carrera Longa, alle 18,45 e non a notte fonda. Un silenzio spettrale che però riesce a fare più rumore anche del rombo di una Ferrari.
È un dolore lancinante per chi quelle strade le ha conosciute vive, brulicanti di gente, piene di negozi e, in questo periodo, con le vetrine luccicanti per gli addobbi natalizi.
Ma da qualche giorno, a provare almeno a ricordare che quelle sono state le strade più trafficate e amate di Sassari, ci hanno pensato i titolari della Farmacia al Rosello, all’incrocio tra via Lamarmora e via Rosello.
Senza chiedere nulla a nessuno, interamente di tasca loro, hanno fatto installare le luminarie sia lungo l’intera via Rosello, da corso Vittorio Emanuele fino a Porta Macello, sia in via Lamarmora, da piazza Tola fino all’incrocio con via Rosello.
Luciano Sannia e Francesco Mulas sono due giovani farmacisti che hanno scommesso sul loro futuro rilevando la farmacia. Ma essendo entrambi giovani e logicamente ambiziosi vogliono contribuire in maniera concreta alla rinascita di quella parte del centro storico di Sassari: un dedalo di vicoli ricchi di storia e di ricordi incastonati tra le più ampie via Mercato, via e largo Pescheria, via Lamarmora e l’iconica via Rosello. Angoli perduti della città di cui avevano sentito parlare con entusiasmo dai genitori e dai nonni nei racconti della loro gioventù.
Per cercare di riportare il cuore della città agli antichi fasti, i due imprenditori hanno scelto il periodo natalizio: il momento giusto per fare un regalo a tutta quella zona storica di Sassari abbandonata e anche ai troppi sassaresi che l’hanno dimenticata, preferendo il luccichio invitante ma senz’anima dei grandi centri commerciali.

“Il nostro obiettivo è quello di condividere con i nostri clienti e con tutto il quartiere lo spirito natalizio – ha spiegato il farmacista Luciano Sannia -. Abbiamo pensato di intervenire illuminando le due vie, con l’intenzione di restituire lo splendore di un tempo a quelle che erano le vie commerciali della città. Con queste luminarie, che abbiamo fatto installare a nostre spese, compresa anche la corrente elettrica, abbiamo voluto regalare a tutti i sassaresi che dovranno andare in centro per fare gli acquisti nel periodo natalizio e lasceranno le loro auto nel parcheggio sotto il mercato civico o nella parte bassa di viale Umberto, un sentiero luminoso. Potranno così raggiungere il corso più tranquillamente e soprattutto vedendo dove mettono i piedi. E allo stesso tempo – ha continuato il farmacista – facendo conoscere a molti sassaresi questa zona. Augurandoci che possa anche servire per richiamare l’interesse di qualche imprenditore. Ci sono tantissime serrande chiuse e ci piange il cuore solo a vederle – ha concluso Luciano Sannia – e tante case vuote e abbandonate da anni. Forse è arrivata l’ora di rimboccarci le maniche. Nel nostro piccolo abbiamo voluto fare questo sentiero luminoso”.
I due farmacisti ci hanno messo impegno e soprattutto tanto entusiasmo, che vorrebbero che diventasse contagioso e coinvolgesse qualche imprenditore illuminato e coraggioso che sia disposto a scommettere sul rilancio di quella zona della città che adesso è in stato di degrado.
Certo è che questo Natale è davvero triste nel cuore della città. Non si riesce a capire come mai sia stata completamente dimenticata piazza Tola. Fino a qualche tempo fa era stata il fiore all’occhiello e l’esempio del rilancio del centro storico. Già quest’estate invece era stata messa da parte e adesso è in stato di desolazione. Buio, visto che i lampioni illuminano a malapena lo spazio sotto di loro, e sulla pavimentazione giochi di luce natalizi colorati giusto per far vedere che l’amministrazione non si è completamente dimenticata di lei. Ma non è bel sintomo. Tutt’altro.

Una scelta di distacco che fa il paio con la decisione di spostare il Capodanno in piazza verso la periferia. Scelta fatta in nome della sicurezza, si continua a ripetere, senza però pensare che così facendo la sera e la notte di San Silvestro il centro cittadino sarà desolatamente vuoto e le attività commerciali che, come l’anno scorso per il concerto di Gianna Nannini, avevano lavorato a pieno ritmo prima, durante e dopo lo scoccare della fatidica mezzanotte, recuperando i mancati incassi di altri periodi di disperazione, dovranno farsene una ragione. Saranno costretti a chiudere, anche se a malincuore, e decidere se andare al concerto di Max Pezzali oppure prendere la macchina e dirigersi verso Alghero o Castelsardo.
Mentre Sassari continua lentamente a cadere nell’oblio.
La riflessione di Pier Luigi Piredda sul centro storico può essere un’utile occasione di dibattito. Chi vuole intervenire può farlo scrivendo a redazione@sassarinotizie.com

