di Pier Luigi Piredda
Sassari. Dopo il grande striscione “Tutti all’Acquedotto” esposto sulla facciata del Mercato Civico, gli irriducibili e fantasiosi tifosi torresini della Nuova Guardia ne hanno esposto un altro ancora più grande in via Pirandello alle cosiddette “luci gialle”: “Sassari non voltarti, la Torres deve salvarsi”.
Due messaggi che trasudano amore per la squadra della città e che sono allo stesso tempo un’invocazione a tutti i sassaresi affinché sabato pomeriggio alle 14,30 “assaltino” lo stadio per incoraggiare la Torres, che in questo momento particolare ha un disperato bisogno del sostegno della città. La squadra deve anche sentire il calore di Sassari per tirare fuori quella prestazione che ha nelle corde ma che ancora non è riuscita a esprimere. E quale occasione migliore per farlo se non sabato contro la corazzata Arezzo?
Il tecnico Alfonso Greco dopo la rifinitura è stato esplicito: “Incontriamo una squadra forte, costruita per vincere il campionato. Noi faremo la partita con rabbia e voglia di vincere. La faremo per noi e per i tifosi che ci stanno dando grande energia con segnali evidenti. Vogliamo ripagarli con i risultati”.
La squadra si è allenata con impegno per tutta la settimana. La bella prestazione di Gubbio, anche se non è stata ripagata con i tre punti, ha confermato la crescita dal punto di vista atletico e anche del gioco, ma soprattutto per quanto riguarda la tenuta mentale. L’allenatore e lo staff si stanno impegnando a fondo per far recuperare ai giocatori l’autostima e la serenità che erano mancate nel disastroso avvio di campionato. Lo stanno facendo anche con il sostegno della società. In questo momento così importante della stagione, i dirigenti della Torres si sono stretti ancora di più alla squadra facendo sentire in maniera concreta la loro presenza. E allo stesso tempo scacciando tutti i dubbi, le perplessità e le malelingue che avevano contribuito a rendere ancora più complicato quello che doveva essere il nuovo corso della Torres, improntato sul ringiovanimento della rosa, così come richiesto dalla Riforma della serie C alla quale si sta dedicando con impegno il vicepresidente nazionale di Lega Pro ed ex torresino Gianfranco Zola.
Ma non è tempo di polemiche e di rimpianti, ora serve solo calarsi in una realtà ben diversa da quella che era stata ipotizzata a inizio stagione e affrontarla con la stessa determinazione con la quale erano state sapientemente condotte le precedenti trionfali stagioni.
Con obiettivi diversi, almeno per ora, ma con la stessa voglia di raggiungere i risultati sperati.
Quella contro l’Arezzo è l’ultima partita del girone di andata. Poi ci sarà la sosta per le festività e il ritorno in campo è previsto per il 3 gennaio a Pontedera. Durante la sosta, Alfonso Greco e il suo staff, in particolare i preparatori atletici Sciacca e Boccolini, avranno la possibilità di lavorare con maggiore tranquillità e anche con programmi differenziati orientati a portare al massimo della forma tutti i giocatori della rosa ai quali si aggiungerà il laterale sinistro Mattia Liviero. Ci sono ancora 57 punti in palio nelle 19 giornate del girone di ritorno. Sono tantissimi. La stagione della Torres ha tutte le possibilità di svoltare al meglio se tutti, squadra, società e tifosi, decideranno di remare nella stessa direzione. Ci sono davanti 19 giornate che possono ancora riservare grandi soddisfazioni. Bisogna soltanto crederci e puntare con decisione all’obiettivo massimo.
Ora però bisogna concentrarsi su quello minimo: raggranellare più punti possibili per risalire dall’ultimo posto in classifica.
Poi si vedrà…
Intanto contro l’Arezzo lo stadio “Vanni Sanna” dovrà presentarsi come nelle grandi occasioni del recente passato: stracolmo e pieno di entusiasmo. Quell’euforia che dovrà essere trasmessa agli undici in campo che dovranno trasformarla in vigore e in impegno fino allo stremo.
Ma proprio per portare un’ulteriore ventata di entusiasmo nella Sassari sportiva, e anche nella società e nella squadra che sicuramente queste storie non le sa, abbiamo deciso di fare un salto indietro negli anni e nella nostalgia di tempi passati e indimenticabili.
Di quando “alla Torrese s’azzava a pedi da piazza d’Italia”.
Anni incredibili, che sono stampati indelebili nella memoria di chi li ha vissuti. Anni in cui nelle partite della Torres si manifestava apertamente tutta la Sassari cionfraiola, quella Sassari che purtroppo con il passare del tempo si è imborghesita e si è po’ persa nei meandri di un esagerato snobismo, nel quale anche solo esprimersi con battute in sassarese rischia di farsi guardare con aria schifata.
Ci sono stati anni in cui i tifosi più caldi si ritrovavano in piazza d’Italia dove ad attenderli già da prima mattina c’era il carretto con le damigiane piene di vino trainate da un asinello. A condurre il carretto e le danze fino allo stadio erano sempre gli stessi tifosi che sono rimasti nella storia di Sassari e della Torres per la loro estrosità, anzi stravaganza: il mitico Muccinelli (“sogni cari sogni belli…”), Manicone, Luciano il tassista, Luciano Bobby Solo e poi il grande indimenticabile Pinuccio la Cina e altri ancora.
Si saliva in via Roma cantando, ballando e logicamente bevendo a volontà. E una volta arrivati nel mitico Acquedotto il carretto faceva il giro del campo mentre le squadre si riscaldavano prima della partita.
Quando le cose non giravano bene, come sta accadendo in questa stagione, i capipopolo mettevano in pratica il loro rituale: spargevano il sale davanti alle porte e anche davanti alle panchine. Rituali di una volta che si sono persi nel tempo, ma che ritornano alla memoria quando si ricordano le vicissitudini della Torres.
Quante storie al limite dell’incredibile. Quanti episodi in quella vecchia tribuna in cemento che qualche anziano ancora ricorda. Quante risate. Quanta cionfra.
E quanto entusiasmo intorno a una squadra che soddisfazioni non ne ha mai date tante, ma che è riuscita sempre a ricevere un amore spassionato, che si tramanda da oltre 120 anni di padre in figlio.
Un entusiasmo bello, caldo, genuino che sarebbe bello ritrovare allo stadio contro l’Arezzo.
Sassari se ci sei batti un colpo. Ma battilo forte perché la Torres, la tua Torres ha bisogno di te, del calore di tutta la città.
Ajò alla Torres sabato alle 14,30.
