di Pier Luigi Piredda
Sassari. Un pareggio che forse sta un pochino stretto alla Torres. Un pareggio che ha premiato più del dovuto la corazzata Arezzo che al “Vanni Sanna” ha confermato la sua solidità che però non giustifica la marcia trionfale che sta conducendo insieme al Ravenna.
Una bella squadra, niente da dire, con alcuni elementi di qualità, ma a dirla tutta anche baciata dalla fortuna. Quella fortuna che la Torres sta cercando di farsi amica dall’inizio del campionato e che forse sta cominciando a farle l’occhiolino.
È stata una bella Torres quella che ha messo alle corde per buona parte dell’incontro l’Arezzo. Una Torres che si sta ritrovando dal punto di vista mentale, che poi era il problema più grosso dall’inizio di questo campionato, ma che ha fatto vedere notevoli progressi dal punto di vista fisico e dell’organizzazione del gioco.
Alfonso Greco sta facendo un lavoro eccellente. Al suo arrivo ha immediatamente capito che il vero problema della squadra era a livello mentale ed è lì che è intervenuto e sta continuando a lavorarci.
Leggerezza e sorrisi: due elementi che mancavano a una squadra nella quale erano stati inseriti, in ossequio al progetto della Lega sostenuto in particolar modo da Gianfranco Zola, giovani interessanti ma privi di esperienza che si sono persi davanti alle prime difficoltà. E a nulla erano valsi i richiami dei senatori che a un certo punto erano stati anche loro trascinati nel vortice della delusione, della tristezza e della conseguente crisi. Di risultati e di gioco. Ora la convalescenza sta per concludersi. Lo si era visto nelle precedenti partite contro il Pineto e a Gubbio e la conferma è arrivata contro l’Arezzo.
La Torres sta finalmente ritrovandosi. La squadra sta giocando un calcio propositivo e i giocatori stanno dimostrando di che pasta sono fatti sia a livello tecnico, sia atletico.
Il tecnico Greco si è affidato ai preparatori Sciacca e Boccolini per riportare la squadra sui binari dell’eccellenza fisica e i risultati si stanno vedendo. Tutti indistintamente hanno tenuto il campo con autorità fino a quando sono rimasti in campo, a conferma che la condizione è in crescita e non potrà che migliorare durante questa pausa delle festività. Durante la quale, dopo qualche giorno di vacanza, si riprenderà a lavorare duramente, dal 28 dicembre, con l’intenzione di presentarsi alla ripartenza del campionato in forma smagliante. L’obiettivo è di ripartire fortissimo il 3 gennaio a Pontedera per fare un girone di ritorno da Torres.
Contro l’Arezzo, la Torres ha giocato una partita giudiziosa. Non è mai andata nel panico, come succedeva in passato, quando è stata attaccata e ha imposto il suo gioco con una discreta autorevolezza, che non potrà che migliorare con il passare delle giornate.
Greco è stato ancora una volta costretto a fare una formazione dettata dall’infermeria per le assenze del lungodegente ma ormai vicino al rientro Giacomo Zecca e l’improvvisa defezione del gioiello Giuseppe Mastinu per un affaticamento muscolare, provocato probabilmente dall’affrettato rientro in squadra dopo l’intervento al menisco. Ha quindi optato per una formazione da battaglia ma allo stesso tempo spregiudicata visto che non ha esitato a schierare insieme davanti Musso, Di Stefano e Starita. Sala come al solito ha stazionato sulla destra, ma con compiti differenti rispetto al solito, sarebbe a dire: correre in soccorso di Idda e raddoppiare la marcatura dell’ex esplosivo e velocissimo Varela. Ha dato fiducia, ricambiata alla grande, a Brentan e sulla fascia sinistra ha lasciato a Mercadante il compito di marcare il temutissimo Tapparello, che infatti ha toccato pochissimi palloni, e ha chiesto al redivivo Zambataro di sprintare senza paura e dare una mano al compagno in caso di necessità.
Il resto l’ha fatto la squadra ed è proprio questo il segnale più bello. Giorico ha finalmente ricominciato a giocare da Giorico dettando i tempi di gioco e non andando mai in affanno. Antonelli ha sfoderato una prestazione sontuosa costringendo il temuto panzer Cianci a fare scene vergognose per attirare l’attenzione dell’arbitro ogni qualvolta veniva anticipato o fermato. Scene che un po’ tutti i giocatori aretini hanno fatto, e non è bello, con l’aggiunta di urla di disperazione quasi che gli avversari gli avessero staccato una gamba ogni volta che venivano fermati.
Invece l’unico che ha veramente subito un bruttissimo fallo, sul quale l’arbitro, il guardialinee e l’addetto al Var hanno vergognosamente glissato, forse perché non si è messo a urlare di dolore, è stato il portiere della Torres Andrea Zaccagno. In una spettacolare uscita bassa, Zac è stato colpito duramente al ginocchio dall’avversario che è arrivato con i tacchetti avanti con la chiara intenzione di spaventare il portiere e quindi fare male. E a fare male l’attaccante aretino ci è riuscito visto che il portierone rossoblù ha continuato a giocare fino alla fine senza lamentarsi ma con alcuni punti di sutura sotto il ginocchio proprio a causa del fallo non rilevato dall’arbitro, dal guardialinee e dall’addetto al Var.
Strano che questi falli non vengano rilevati quando vengono commessi da avversari della Torres e invece vengano subito puniti quando a commetterli è un giocatore rossoblù, come era accaduto a Nunziatini contro l’Ascoli, quando era stato espulso nei primi minuti di gioco lasciando la squadra in inferiorità numerica.
Le decisioni arbitrali in questa stagione hanno pesato moltissimo, non lo si può negare, anche se non può essere una scusante per la penosa situazione in classifica. Ma qualcuno dovrà spiegare a tutti gli sportivi italiani che seguono il calcio e la Serie C, torresini e non, il motivo per il quale alla Torres era stato negato un rigore sacrosanto nel finale della partita contro il Bra per un clamoroso fallo di mano al limite dell’incredibile di un difensore della squadra di casa. Un fallo di un’evidenza così palese che soltanto l’insufficiente arbitro e il distratto addetto al Var non avevano visto né punito con il rigore.
Tralasciando questi aspetti, che comunque non sono da sottovalutare, la Torres vista contro l’Arezzo è stata finalmente una squadra. Bella tosta in tutti i reparti, propositiva, mai in affanno, anche pericolosa in molti frangenti. Soprattutto nel rush finale quando il miracolo del portiere aretino ha strozzato in gola la gioia del gol sulla spizzata di testa di Diakite destinata a insaccarsi sotto l’incrocio dei pali.
La Torres ha dimostrato di non essere assolutamente inferiore all’Arezzo, allestito per vincere il campionato, e la bella prestazione non può che essere di buon auspicio per il futuro. Adesso, Greco ha dato il rompete le righe e la squadra si ritroverà a Sassari il 28 per riprendere la preparazione in vista della trasferta di Pontedera, prima partita del girone di ritorno durante il quale la Torres dovrà dimostrare le sue grandi potenzialità rimaste finora inespresse.
LE PAGELLE
ZACCAGNO 7,5: una grandissima parata in volo, alcune uscite a terra da portiere di qualità e mezzo voto in più per lo stoicismo e l’attaccamento alla maglia che ha dimostrato rimanendo in campo fino alla fine nonostante alcuni punti di sutura sotto il ginocchio. Eroico.
IDDA 6,5: non ha colpe sul gol del pari perché su di lui è stato commesso un fallo evidentissimo che soltanto l’arbitro e il solito pilatesco addetto al Var non hanno visto: ed è veramente una vergogna. Per il resto, ha arginato con intelligenza il temuto Varela, che non ha avuto molti spazi per sprintare visto che ha sempre avuto il fiato sul collo del difensore rossoblù.
MERCADANTE 6,5: pochi fronzoli e molta concretezza. Tapparello chi sei? Il difensore rossoblù ha annullato il bomber aretino al quale ha concesso forse un pallone pericoloso nel finale. Si è ritrovato dopo il periodo nero.
ANTONELLI 7,5: un gigante in tutti i sensi. Ha annullato Cianci, al quale ha concesso giusto un tiro da fuori area. Ha dominato su tutti i palloni alti, ha guidato la difesa con sapienza, ha chiuso ogni varco e ha anche rilanciato l’azione. Da clonare subito senza tentennamenti.
GIORICO 7: bentornato architetto. Ha giocato la più bella partita della stagione. Ha combattuto come un leone fino all’ultimo minuto di gioco, ha dettato i tempi, ha contrastato gli avversari e inventato qualche bella giocata. Non è ancora al massimo della forma, ma il lavoro differenziato su di lui predisposto dai preparatori lo sta riportando sui livelli di un tempo.
BRENTAN 7: eccolo di nuovo. Dopo un periodo di appannamento e un po’ di panchina, il centrocampista è tornato bello lucido e pronto a ripartire alla grande nel girone di ritorno. Una diga a centrocampo, sicuro con il pallone tra i piedi, nessun lancio sprecato e tanta tanta applicazione.
ZAMBATARO 7: punta l’avversario e lo salta con facilità, corre indietro ad aiutare il compagno in difficoltà, riparte all’arrembaggio e mette al centro dell’area un numero incredibile di palloni. Un giocatore ritrovato, oltre che fisicamente, soprattutto a livello mentale.
SALA 7,5: non si ferma mai. Asfalta la fascia destra, mettendo continuamente in crisi il reparto arretrato aretino, corre tanto e si sacrifica nella prima marcatura di Varela in aiuto di Idda. Sfiora il gol con una fiondata che il portiere ospite riesce a deviare miracolosamente. Ma soprattutto è suo lo splendido cross per la testa di Di Stefano che ha portato al gol di Starita. Strepitoso.
MUSSO 6: non trova il gol ma combatte, eccome se combatte, su ogni pallone. Lui non urla e non strepita come gli avversari quando viene maltrattato dai difensori e forse per questo l’arbitro non gli fischia mai un fallo a favore se non quando non può farne a meno. L’unica lacuna: completamente assente in zona gol, peccato.
DI STEFANO 5,5: mezzo voto in più per il colpo di testa sul cross di Sala che ha poi portato al gol di Starita. Per il resto, sottotono. Si è intestardito in alcune giocate senza senso e poi si è perso mentalmente dopo aver sbagliato una facile occasione capitatagli fra i piedi al limite dell’area.
STARITA 6.5: ancora a segno. Un altro gol da attaccante vero che si fa trovare nel posto giusto al momento giusto. Poi, tanta corsa, tanto impegno e molta generosità, anche troppa, così tanta da fargli commettere errori evitabili.
MASTINU s.v.: entra nel finale ma non riesce a incidere. Comunque, richiama intorno a sé due o tre avversari: questo vuol dire che lo temevano. Suo il cross per Diakite deviato miracolosamente dal portiere ospite.
DIAKITE 6,5: entra, fa a sportellate con gli avversari e sfiora il gol con una spizzata di testa destinata sotto l’incrocio dei pali, deviata miracolosamente dal portiere.
MASALA 6: entra sempre con la grinta giusta. Impensierisce gli avversari con alcune volate sulla fascia.
LUNGHI 6: non ha fatto nulla di eccezionale, ma è entrato in campo con il piglio giusto e ha mostrato segnali di risveglio: le qualità tecniche ce le ha.
FABRIANI s.v.: in campo nel finale. Per il morale.
GRECO 7: sta lavorando con un impegno encomiabile. Ci tiene a dimostrare che a Sassari sta bene ed è attaccato in maniera particolare alla Torres. È un Greco più partecipativo in campo, più volte si è confrontato con i suoi collaboratori in panchina e poi ha dato istruzioni ai suoi in continuazione. Ha fatto un lavoro eccezionale nello spogliatoio, entrando nella testa dei giocatori e riuscendo a fargli ritrovare le motivazioni e l’autostima. E anche il gioco ha fatto tesoro di questa carica di energia positiva. Per lui e la sua Torres il campionato comincerà il 3 gennaio a Pontedera.
STAFF 7: il vice Garau, il preparatore dei portieri e totem rossoblù Tore Pinna, i due preparatori William Sciacca e Matteo Boccolini, il match analist Mureddu, il medico, i fisioterapisti meritano un grandissimo applauso per impegno e abnegazione. Tutti bravi e tutti calati nel progetto di rilancio con determinazione. Avanti così.
SOCIETÀ 7: ci vuole coraggio ad ammettere gli errori e i dirigenti della Torres hanno mostrato di averlo. Il naufragio del progetto iniziale basato sui giovani avrebbe stroncato le ambizioni di chiunque, ma non di una proprietà che ha continuato a mantenere la barra del timone ben salda anche nel mare in tempesta. I dirigenti hanno accettato di tutto, sopportato anche le critiche più feroci e ascoltato senza colpo ferire le cattiverie riservate ingiustamente sul loro conto. Ne hanno sofferto moltissimo, anche perché dopo i due campionati di vertice non se le sarebbero aspettate. Anche se la squadra stava andando male, molto male. A malincuore, perché non può essere altrimenti, hanno deciso di intervenire sul progetto varato a inizio campionato. Hanno fatto mea culpa. Innanzitutto hanno richiamato alla guida della Torres il tecnico con il quale erano stati raggiunti risultati eccezionali ma con il quale alla fine della scorsa stagione era stato ritenuto che non ci fosse più il feeling giusto per continuare. Hanno poi reinserito nella rosa della squadra qualche giocatore esautorato con troppa fretta. E ora si sono affidati completamente al tecnico, che con la giusta umiltà sta lavorando per dimostrare di avere un legame molto forte con la Torres e con la città. Ora i dirigenti sono risaliti sulla tolda della nave per timonarla verso mari più tranquilli, sperando che il 2026 riporti quelle sensazioni positive che sono mancate negli ultimi sei mesi del 2025. Sono giovani, sono innamorati della Torres, hanno ritrovato l’entusiasmo dopo momenti difficili, e ora sono pronti a ripartire. Hanno bisogno di fiducia, anzi di più: devono essere sostenuti con ancora maggiore determinazione. Per la Torres e per Sassari.
CAMPO DI GIOCO 3: speriamo in un intervento deciso in questo periodo di pausa perché in un campo così non è giusto giocare, non è bello da far vedere in tv in tutta Italia e non va bene per niente. Occorrono interventi urgenti. Mamma Regione potrebbe anche valutare di deliberare un finanziamento straordinario per lo stadio Vanni Sanna. Visto che per realizzare quello nuovo del Cagliari è stato deciso lo stanziamento di 50 milioni di euro, non sarà il caso di guardarsi intorno e pensare che in Sardegna esiste anche un’altra squadra impegnata in un campionato professionistico, che tra l’altro rappresenta la seconda città dell’isola ed è il capoluogo di Provincia con il territorio più vasto d’Italia, alla quale destinare qualche spicciolo? Neppure tanti soldi, forse basterebbero un paio di milioni… E che ne pensate cari assessori e consiglieri regionali del territorio di qualsiasi colore politico? Crediamo che possa essere molto utile il vostro aiutino… Per la Torres, per Sassari, per il territorio e soprattutto per quel principio di equità troppo spesso ignorato, anzi calpestato…
TORRES-AREZZO 1-1
20 dicembre 2025, girone B di serie C, 19/a giornata del girone di andata
Torres (3-4-2-1): Zaccagno; Idda, Antonelli (C), Mercadante; Giorico, Brentan (Masala dal 67’), Sala, Zambataro; Starita (Mastinu dal 67’), Di Stefano (Diakite dal 59’); Musso (Lunghi dal 88’). A disposizione: Marano, Petriccione, Carboni, Biagetti, Fabriani, Dumani, Mastinu, Nunziatini, Bonin. Allenatore Alfonso Greco.
Arezzo (3-4-3): Venturi; Chiosa (C), Gilli, Gigli; Eklu, Guccione, Righetti (Perrotta dal 71’), De Col (Ravasio dal 46’); Varela, Cianci, Pattarello (Meli dal 90’). A disposizione: Trombini, Galli, Tito, Arena, Sussi, Iaccarino. Allenatore Cristian Bucchi.
Arbitro Signor Alessio Silvestri di Roma 1, primo assistente Signor Ilario Montanelli di Lecco, secondo assistente Signor Cosimo Schirinzi di Casarano, quarto uomo Signor Enrico Cappai di Cagliari, al FVS Signor Marco Pilleri di Cagliari.
Reti: Starita 8’, Ravasio 72’
Ammonizioni: Mercadante, Cianci, Idda, Gigli, Ravasio, Mastinu
