di Paolo Rubattu
Sassari. La Dinamo Banco di Sardegna sembra aver finalmente dato una svolta alla propria stagione. Le ultime prestazioni alimentano l’entusiasmo dei tifosi, in attesa della delicata trasferta di domani, 10 gennaio, contro Reggio Emilia, quindicesima in classifica e reduce da due sconfitte consecutive. Battendo domenica scorsa 93-86 la Germani Brescia, seconda forza del campionato, gli uomini di coach Veljko Mrsic hanno centrato la quarta vittoria nelle ultime cinque gare di Serie A, tornando pienamente in corsa per un posto alle Final Eight.
L’avvio di campionato era stato però tutt’altro che semplice: cinque sconfitte consecutive avevano portato la società all’esonero di coach Massimo Bulleri a inizio novembre, seguito pochi giorni dopo dall’annuncio dell’ingaggio di Mrsic, tecnico croato alla sua seconda esperienza da capo allenatore in Italia.
Nel periodo di Bulleri i problemi principali sembravano essere essenzialmente due. Il primo riguardava la scarsa coralità offensiva, con azioni che troppo spesso si chiudevano con isolamenti di Buie o Marshall. In questo contesto Nate Johnson, oggi uno dei principali terminali offensivi della Dinamo, appariva spesso fuori dal gioco e incapace di incidere. Il secondo problema era la tenuta difensiva: la squadra concedeva con frequenza tiri aperti, veniva battuta in penetrazione o punita sugli scarichi.
Nelle due partite successive all’esonero di Bulleri, la guida tecnica è stata affidata al vice Massimiliano Oldoini, in attesa del completamento dell’iter burocratico per il tesseramento di Mrsic. Con Oldoini in panchina, la Dinamo ha superato in modo convincente Cantù e, per la prima volta, sia Johnson sia Marshall sono riusciti a incidere come ci si aspettava: 33 punti per il primo, 24 per il secondo.
L’arrivo di Mrsic e l’innesto di Riccardo Visconti e Jacob Pullen hanno poi segnato l’inizio della vera svolta stagionale. Visconti, classe ’98, è un giocatore giovane ma già ricco di esperienze di livello tra Italia (Pesaro, Virtus Bologna) e Spagna (Granada, Breogán). Il numero 36 ha portato fin da subito grande energia, facendosi apprezzare per l’intensità difensiva, il lavoro a rimbalzo, le scorribande in contropiede e una mano affidabile dall’arco.
Pullen è invece una vecchia conoscenza del campionato. Il 36enne di Maywood, reduce dall’ultima stagione a Napoli, pur non essendo ancora al 100% della condizione fisica, ha mostrato leadership ed esperienza nei momenti chiave. Non a caso, nel tiratissimo overtime contro Brescia, coach Mrsic ha scelto di affidarsi a lui e Buie negli ultimi possessi offensivi.
In generale, tutta la squadra ha tratto beneficio dal cambio di allenatore e dai nuovi innesti. L’attacco appare più concreto e organizzato: gli isolamenti sono diventati rari, mentre si cerca con maggiore continuità il mismatch favorevole vicino a canestro o un tiro pulito per uno dei tanti tiratori a disposizione.
Anche in difesa i miglioramenti sono evidenti, con una squadra più aggressiva, reattiva e attenta.
I numeri confermano la crescita: i punti concessi sono rimasti sostanzialmente invariati (87,6 con Bulleri in 5 gare, 88 con Mrsic in 9), mentre quelli segnati sono aumentati in modo significativo (da 78 a 91 di media). Un salto dovuto alla migliore qualità dei giochi offensivi, a un Johnson sempre più efficace, e alla qualità di Buie e Pullen.
A tutto questo va aggiunta la costanza di capitan Thomas, estremamente produttivo con le sue giocate in post e i tiri dalla media: talvolta meno brillante in difesa, ma sempre presente a rimbalzo su entrambi i lati del campo.
Proprio Thomas è stato l’MVP dell’ultima sfida con Brescia, quando ha catturato il rimbalzo offensivo e servito l’assist a Johnson per la tripla che ha mandato la partita all’overtime.
Sotto canestro, McGlynn e Vincini garantiscono entrambi il loro contributo. McGlynn paga talvolta problemi di falli, ma quando è in campo la sua presenza si sente. In difesa soffre i centri più mobili, mentre in attacco sfrutta con continuità il vantaggio fisico in post basso grazie a un’ottima tecnica.
Vincini, più dinamico ma meno solido fisicamente del collega di reparto, ha compiuto passi da gigante: ha ampliato il proprio repertorio offensivo, conquistandosi la titolarità in diverse occasioni e guadagnandosi la prima convocazione in Nazionale maggiore da parte di coach Luca Banchi.
Va considerato che fino a febbraio la Dinamo dovrà fare a meno di Carlos Marshall, ala piccola titolare che proprio nell’ultimo periodo stava trovando continuità ed efficacia. Marshall è un giocatore capace di segnare in ogni modo: tira bene da tre, ha un ottimo palleggio-arresto-tiro dalla media ed è molto efficace in penetrazione. Se a inizio stagione tendeva a forzare troppo, oggi appare molto più lucido nelle scelte, aspettando i momenti giusti e prendendo tiri migliori, con la sensazione di giocare anche con maggiore serenità.
Il vero giocatore rinato, però, è Nate Johnson. Nelle prime partite con Bulleri aveva viaggiato a soli 9 punti di media, apparendo spesso fuori dagli schemi. La svolta arriva con i 33 punti contro Cantù: da quella gara in poi, il nativo di Killeen viaggia a 15,2 punti di media, tirando con il 44% da tre e dando un contributo importante anche in difesa.
Non è cambiata la sua capacità di tiro, ma la qualità delle conclusioni: piedi per terra, uscite dai blocchi e scarichi con spazio prima del close-out lo rendono un autentico cecchino dai 6,75.
Restano ancora da inquadrare Beliauskas e Mezzanotte. Il lituano gioca molti minuti, non è uno scorer puro e raramente forza in attacco, anche se talvolta perde qualche pallone di troppo; in difesa, però, è cresciuto sensibilmente, recuperando palloni e buttandosi su ogni palla vagante.
Mezzanotte, condizionato anche da un infortunio, non ha avuto continuità di minutaggio: quando è stato in campo ha mostrato una buona mano offensiva, mentre in difesa è apparso talvolta un po’ morbido per la sua stazza.
Il giocatore più utilizzato sia da Bulleri sia da Mrsic resta Desure Buie. Dominante nella prima parte di stagione, ha spesso retto sulle spalle l’attacco della Dinamo, arrivando anche a segnare 38 punti in Europe Cup. Ultimamente, pur prendendo tiri simili per quantità e qualità, sta sbagliando qualcosa in più, probabilmente a causa di un leggero calo di brillantezza. Resta però decisivo nei momenti chiave, come dimostra la tripla che ha chiuso la partita contro Treviso.
Ora la Dinamo occupa il decimo posto a quota 12 punti, in un gruppone di sei squadre in lotta per un posto alle Final Eight di Torino a metà febbraio. Resta da chiarire la vicenda Trapani: un’eventuale esclusione degli Shark comporterebbe la perdita dei due punti conquistati da Sassari nello scontro diretto.
Al netto delle incognite, la sensazione è che la squadra abbia tutte le carte in regola per raggiungere questo primo obiettivo stagionale. Occhio anche al percorso in Europe Cup, dove la Dinamo si è classificata prima nel Girone H, accedendo alla seconda fase, pur perdendo le prime due gare contro i turchi del Petkimspor e i greci del Peristeri.

