Foto di gruppo della Torres 2025-26 dal sito della società

di Pier Luigi Piredda

Sassari. Un pareggio pesantissimo agguantato nei minuti di recupero grazie a un rigore nettissimo realizzato con freddezza da Diakite. Un pareggio che smuove appena la classifica ma che ha un peso specifico pesantissimo dal punto di vista del morale. Un pareggio strameritato che la Torres ha conquistato con grinta e orgoglio al termine di una partita giocata alla pari con il Campobasso, che ha rischiato di portare a casa una vittoria immeritata con un improbabile tiro dal limite che il difensore Celesia ha calciato più che altro per non rischiare di essere infilato in contropiede e che ha invece mandato a insaccarsi sotto l’incrocio dei pali con una traiettoria sbilenca e imparabile.

Un gol arrivato al 91’ e che avrebbe stroncato chiunque ma non questa nuova Torres rilanciata dal tecnico Greco che, dal punto di vista dell’orgoglio e della grinta, non molla mai fino al fischio finale dell’arbitro. Una squadra finalmente unita e combattiva che dopo aver preso il gol dell’1-2 si è riversata nella metà campo del Campobasso con una serie di attacchi arrembanti che sono sfociati nel nettissimo fallo da rigore su Antonelli quando l’arbitro stava per fischiare la fine dopo 6 minuti di recupero.

Un rigore nettissimo che l’arbitro ha comunque voluto rivedere al Var, per sincerarsi della bontà della sua decisione, tenendo con il fiato sospeso tutto lo stadio. Ma quando è uscito fuori dalla cabina Var e ha indicato il dischetto, il “Vanni Sanna” è esploso in un boato di gioia. Per poi zittirsi in un silenzio irreale e carico di speranza quando Diakite (prima di sistemare la palla sul dischetto è stato abbracciato e incoraggiato da capitan Mastinu) ha preso la breve rincorsa. Due, tre passi pesantissimi, la finta e il piatto destro con cui ha mandato il pallone a insaccarsi alla destra del portiere del Campobasso, che era andato dall’altra parte.

Un gol che ha fatto esplodere di gioia tutto il pubblico e che ha reso giustizia a una squadra che meritava il pareggio e l’ha trovato grazie al coraggio e alla grinta ritrovata dopo le troppe delusioni che ne avevano minato il morale nella prima parte della stagione.

La Torres vista contro il Campobasso è una squadra viva e in grado di poter giocare alla pari con qualsiasi avversario. Una squadra che combatte dal primo all’ultimo minuto, che sta ritrovando quelle certezze che avevano vacillato dopo le troppe battute d’arresto. Una squadra che, nonostante il pareggio casalingo, ha mostrato di avere qualità e voglia di riscatto. E ha soprattutto fatto vedere una grande unità d’intenti, un legame forte tra giocatori e staff che è emerso in tutta la sua evidenza nei meravigliosi abbracci collettivi dopo i gol di Mastinu e di Diakite. Segnali importanti in un momento così delicato. L’ex burbero e silenzioso Alfonso Greco si è sciolto in sorrisi al limite della commozione e forse ha anche lasciato che una lacrimuccia di gioia gli rigasse il viso dopo il gol del pareggio.

Ora la Torres è una squadra vera, ma è soprattutto un gruppo granitico. Quel gruppo che tante soddisfazioni aveva dato nelle scorse stagioni, che si era un pochino disgregato e che ora si è ritrovato. Coinvolgendo anche il pubblico che si è stretto intorno alla squadra nei momenti più difficili e ora sta raccogliendo le giuste e meritate soddisfazioni. Anche se la sofferenza non può considerarsi finita.

La Torres è partita forte e ha messo subito in difficoltà il Campobasso. Giocate arrembanti e un pressing che per buona parte del primo tempo non ha mai permesso agli avversari di superare la metà campo. Greco è stato costretto a schierare una difesa d’emergenza, ma la squadra non ne ha sofferto. Perché Nunziatini si è scoperto come ottimo terzo di sinistra nella difesa a tre e Fabriani, pur con i suoi soliti alti e bassi, ha giocato con una maggiore concentrazione e quando è stato in difficoltà ha pensato bene di calciare lontano il pallone anziché cercare giocate improbabili e rischiose. Sontuosa invece la prova dei centrocampisti. Brentan ha combattuto come un leone e non ha mai mollato un pallone senza mordere l’avversario. Giorico sta continuando il percorso di crescita, dal punto di vista fisico, e ha dettato con la vecchia sapienza i tempi del gioco. Mastinu è sulla strada del recupero totale, ma già così è davvero tanta roba. Ha corso per tutto il campo e per tutta la partita, ha mostrato soprattutto di essere davvero il capitano della squadra in tutti i sensi. Si è caricato le responsabilità sulle spalle, si è sempre proposto in appoggio, ha recuperato numerosi palloni e soprattutto ha sciorinato alcune giocate di alta classe. E infine sulla sua migliore prestazione della stagione ci ha messo anche un gol strepitoso con un sinistro secco a mezz’altezza dal limite dell’area. Un gol bellissimo che ha festeggiato mostrando la maglietta che indossava sotto quella rossoblù: una maglietta con una scritta speciale “Fraz” dedicata a un amico che non c’è più, che pur essendo morto giovanissimo di malattia, ha lasciato un ricordo indelebile del suo passaggio tra gli amici e tra chi l’ha conosciuto: Mauretto Riccio (grazie con tutto il cuore Peppe, anche da parte mia..)

Dopo il gol, la Torres ha continuato a spingere ma non è riuscita a trovare la rete della sicurezza e così, nell’unico vero attacco del suo inconsistente primo tempo, il Campobasso ha trovato il pareggio con una fortunata girata di testa-spalla di un suo attaccante che è riuscito a imprimere alla palla una traiettoria lenta ma imparabile per l’esterrefatto Zaccagno.
Nel secondo tempo, la Torres ha un po’ pagato la delusione per il gol subito e ha arretrato il raggio d’azione, permettendo al Campobasso di giocare con più tranquillità. Fino al 91’ quando Celesia ha inventato l’incredibile tiro del vantaggio che a quel punto sembrava dovesse decretare l’immeritata vittoria degli ospiti. Che però non avevano fatto i conti con il ritrovato orgoglio della Torres che si è riversata nella metà campo avversaria. E nell’ultimo disperato assalto è arrivato il meritato pareggio rossoblù. Un punto fondamentale per il morale della Torres che adesso potrà preparare con più tranquillità la trasferta di sabato prossimo a Piancastagnaio contro la Pianese.

LE PAGELLE

ZACCAGNO 6,5: ha fatto una sola parata impegnativa a terra su un tiraccio da centrocampo reso pericoloso dal vento. Ha preso due reti imparabili e poi ha mostrato la solita sicurezza. Infine ha spizzato di testa in area avversaria il pallone che ha poi portato al rigore del pareggio.
ANTONELLI 7: mezzo voto in più perché aveva un compito difficilissimo: guidare una difesa inedita con un centrocampista adattato a difensore. L’ha fatto benissimo. E poi ha anche bloccato gli attaccanti ospiti, rendendoli inoffensivi.
NUNZIATINI 6,5: bravissimo. Si è adattato con umiltà e tanta grinta a un ruolo che non è, anzi era perché ora sembra perfetto in quella posizione, il suo e forse si è riscoperto anche lui li dietro. Difensore di sinistra concreto, deciso, cattivo al punto giusto, sempre puntuale e preciso nei disimpegni. Con il passare dei minuti ha anche acquisito una discreta autorevolezza, proponendosi in appoggio e dedicandosi con il suo ottimo sinistro alla costruzione del gioco. Una piacevole sorpresa. Forse Greco gli ha finalmente ritagliato il suo ruolo.
FABRIANI 6: un voto di incoraggiamento per un giocatore che sta uscendo da un periodo negativo e sta cercando di ritrovarsi. Molto più concentrato rispetto alle ultime partite, ha fatto qualche errore ma nel complesso ha fatto intravvedere qualche segnale di rinascita.
ZAMBATARO 6,5: meno intraprendente delle ultime uscite, ma sicuramente un giocatore ritrovato. Il Campobasso lo temeva e infatti il tecnico Zauri aveva previsto una doppia marcatura per lui sulla fascia. Ma Zamba non si è fatto intimorire e ha macinato gioco con una discreta intensità.
BRENTAN 6,5: in campo sembra che non faccia mai nulla di trascendentale, ma invece riesce a far sentire con autorevolezza la sua presenza. Sia e soprattutto in fase di interdizione, ma anche in fase di rilancio. Corre per due e recupera decine di palloni vaganti. Non molla mai.
SALA 6: un tantino sottotono rispetto al solito, ma ne ha anche ragione. Comunque corre come un disperato in lungo e in largo, insegue tutti gli avversari, raddoppia in difesa in aiuto dei compagni e lascia il campo nel finale stremato. Dalla prossima partita dovrebbe finalmente riprendere il suo posto preferito al centro del campo.
GIORICO 7: sta crescendo atleticamente e di conseguenza anche le sue giocate crescono di qualità. Ha distribuito gioco come ai bei tempi. Con Brentan ha chiuso ogni varco al centro del campo. Ora che sta bene fisicamente sta dimostrando di essere un grande centrocampista di qualità e quantità.
MASTINU 8: mezzo voto in più per il bellissimo gol che ha sbloccato la partita. E un altro mezzo voto in più per come ha dimostrato di essere il capitano della Torres, sacrificandosi in rincorse incredibili, prendendosi responsabilità con il pallone tra i piedi in condizioni per altri complicate ma non per lui e incoraggiando la squadra con continui richiami a voce e giocate illuminanti. Bella anche la dedica all’amico Mauretto dopo lo strepitoso gol. Un giocatore ritrovato quasi interamente dal punto di vista fisico, che ha così potuto cercare alcune giocate di alta classe che hanno strappato applausi a scena aperta. Un vero capitano.
DI STEFANO 5,5: dispiace dare un’insufficienza a un giocatore che si è comunque impegnato a fondo per la causa, ma non ne ha azzeccata una. Nonostante le sue notevoli qualità tecniche, non è mai riuscito a trovare un guizzo decente
MUSSO 5,5: un guerriero, ma inconcludente. Combatte su ogni pallone, ma non riesce mai a trovare lo spunto giusto, a dettare il passaggio che possa portarlo al tiro. Grande impegno, ma improduttivo.

ZECCA 7: un rientro autorevole. In un attimo si è ripreso la sua fascia destra e nei pochi minuti che è stato in campo ha fatto ammattire i difensori del Campobasso. Il migliore acquisto del mercato di gennaio.
DIAKITE 7,5: gelido in occasione del rigore del pareggio. Una freddezza che si merita un voto altissimo.
LIVIERO 6,5: bentornato Matteo. Nei pochi minuti in cui ha giocato il laterale mancino ha dimostrato che il suo piede sinistro sarà molto utile per la causa rossoblù in questo girone di ritorno.
LUNGHI s.v.: in campo pochi minuti ma è entrato con la grinta giusta che è di buon auspicio per il futuro.

GRECO 7: in pochissimo tempo è riuscito a cambiare la mentalità della squadra trasformando un manipolo di giocatori spaesati un gruppo unito. Ora la Torres è veramente una squadra che non deve più avere paura di nessuno, e soprattutto non deve più avere paura di sé stessa e arrendersi al primo errore. Il tecnico le ha dato un’identità e piano piano le sta dando anche il gioco. Le assenze sono pesanti, ma Greco sta utilizzando al meglio i giocatori che ha a disposizione in attesa di arrivi dal mercato. Geniale e coraggiosa la scelta di Nunziatini difensore di sinistra che è stata ripagata da una bella prestazione del giovane mancino. Greco non solo ha ricompattato il gruppo-squadra, ma ha anche allargato la compattezza a tutto lo staff, alla società e ha coinvolto anche il pubblico. Bravo davvero.

TORRES-CAMPOBASSO 2-2
10 gennaio 2026, serie C girone B, seconda giornata del girone di ritorno

Torres (3-4-1-2): Zaccagno; Fabriani, Antonelli, Nunziatini; Giorico, Brentan, Sala (Lunghin dal 88’), Zambataro (Liviero dal 88’); Mastinu (C); Di Stefano (Zecca dal 70’), Musso (Diakite dal 59’). A disposizione: Marano, Petriccione, Biagetti, Mercadante, Dumani, Bonin, Masala, Carboni. Allenatore Alfonso Greco.

Campobasso (3-5-2): Tantalocchi; Papini, Lancini, Celesia; Pierno (Cristallo da 74’), Gala (Di Livio dal 86’), Brunet, Gargiulo, Martina; Bifulco (C) (Magnaghi dal 86), Padula (Sarr dal 74’). A disposizione: Rizzo, Muzi, Cerretelli, Armini, Lombari, Cristallo, Serra, Parisi. Allenatore Luciano Zauli.

Arbitro Signor Gerardo Simone Caruso di Viterbo, primo assistente Signor Luca Granata di Viterbo, secondo assistente Signor Valerio Brizzi di Aprilia, quarto uomo Signor Dario Di Francesco di Ostia Lido, al FVS Signor Marco Pilleri di Cagliari.

Gol: Mastinu 15’, Martina 44’, Celesia 92’, Diakite 97.

Ammoniti: Di Stefano, Zambataro, Lancini, Papini, Celesia, Brunet.