Da sinistra Mario Pingerna, Federico Cabizza, Chiara Masia, Giuseppe Mascia, Federica Nieddu e Gavino Rassu

Sassari. Tre giovani atleti sassaresi sono stati ricevuti dal sindaco Giuseppe Mascia e dal presidente del consiglio comunale Mario Pingerna: il riconoscimento della città per gli ottimi risultati ottenuti nel 2025. Una stagione che ha visto Federica Nieddu, Federico Cabizza e Chiara Masia (accompagnati in municipio da Gavino Rassu, che allena Nieddu e Cabizza e prepara Masia in palestra) imporsi su palcoscenici nazionali e internazionali, portando il nome di Sassari alla ribalta in più discipline dell’atletica.

Federica Nieddu, 15enne della Shardana Sassari, ha dominato gli 80 metri ostacoli nella categoria under 16. Ai campionati italiani cadetti a Viareggio ha tagliato per prima il traguardo in 11”62, migliorando il proprio primato personale e sardo con vento contrario di -0,8 m/s e staccando di oltre due decimi la seconda classificata. Il trionfo ai tricolori è il coronamento di una stagione in cui Federica ha progressivamente scalato le graduatorie italiane indoor e outdoor, tra primati regionali cadetti e prestazioni di rilievo nei principali meeting nazionali.

Nel mondo dell’atletica paralimpica brillano i nomi di Federico Cabizza e Chiara Masia, portacolori della Polisportiva Luna e Sole. Ai Virtus World Athletics Championships 2025 di Brisbane, in Australia, i due sassaresi hanno lasciato un segno profondo nella spedizione italiana.

Federico Cabizza ha conquistato tre medaglie nei 100, 200 e 400 metri nella categoria II3, aggiudicandosi l’oro nei 100 e nei 200, quest’ultimo con record mondiale di categoria. Anche Chiara Masia ha lasciato il segno in Australia, portando a casa due medaglie d’argento nei lanci del martello e del disco nella propria categoria (II1).

Questi risultati non sono isolati, ma si inseriscono in un quadro più ampio di eccellenza per la squadra italiana FISDIR, che ha dominato i campionati di Brisbane con un bottino complessivo di oltre 40 medaglie e numerosi record mondiali, dimostrando la competitività crescente degli atleti con disabilità intellettivo-relazionale su scala globale.