Alghero. Tra rimandi filosofici, dilemmi personali e interrogativi professionali, arriva in prima regionale al Teatro Civico di Alghero “Gavì Ballero” mercoledì 14 gennaio alle 21 lo spettacolo “Dioggene”, una pièce tragicomica che racconta una profonda crisi esistenziale con toni surreali e ironici.
Lo spettacolo, inserito nella Stagione di Prosa 2025-2026 firmata CeDAC Sardegna, è scritto e diretto da Giacomo Battiato e interpretato da Stefano Fresi. Dopo il debutto al Teatro Civico di Alghero, la tournée proseguirà giovedì 15 gennaio al Teatro del Carmine di Tempio Pausania, venerdì 16 gennaio al Teatro “Tonio Dei” di Lanusei, sabato 17 gennaio alle 20.30 al Teatro “San Giuseppe” / Bocheteatro di Nuoro e domenica 18 gennaio alle 21 al Teatro Comunale di San Gavino Monreale.
“Dioggene” è un gioco di specchi tra vita e arte, un monologo in tre atti che mette in luce il talento istrionico dell’attore romano di origine sarda. Fresi veste i panni di Nemesio Rea, un attore di successo che attraversa tre diverse incarnazioni sceniche: nel primo quadro, “Historia de Oddi, Bifolco”, interpreta un contadino toscano reduce dalla Battaglia di Montaperti; nel secondo, “L’Attore e il buon Dio”, poco prima di entrare in scena, racconta un feroce litigio con la moglie; nel terzo, “Er Cane de via der Fosso d’a Maijana”, vive in un bidone della spazzatura, dopo aver rinunciato a tutto, ispirandosi alla figura del filosofo Diogene e interrogandosi sul senso ultimo dell’esistenza.
Lo spettacolo racconta la parabola di un artista famoso e amato dal pubblico che, dopo il fallimento del matrimonio, intraprende un percorso di ricerca interiore, abbandonando ambizioni e vanità per abbracciare un modello di vita improntato all’austerità e alla saggezza. Un racconto paradossale e profondamente attuale, in cui Fresi dà volto e voce a un moderno antieroe che, nell’epoca del consumismo, sceglie la semplicità e si spoglia del superfluo.
La produzione è firmata Teatro Stabile d’Abruzzo – Stefano Francioni Produzioni – Argot Produzioni, con musiche di Germano Mazzocchetti, costumi di Valentina Monticelli, disegno luci di Marco Palmieri, allestimento scenico di Pier Paolo Bisleri, sculture di Oscar Aciar, decorazioni di Bartolomeo Gobbo e foto di Chiara Calabrò. Stefano Fresi, già Nastro d’Argento 2019 come miglior attore di commedia per “C’è tempo”, “L’uomo che comprò la Luna” e “Ma cosa ci dice il cervello”, conferma ancora una volta la sua capacità di muoversi con naturalezza tra comicità e profondità emotiva.
