Marco Spissu e Rashawn Thomas a centrocampo prima di Dinamo-Zaragoza

di Paolo Rubattu

Sassari. Per Marco Spissu, Sassari non è mai stata soltanto una tappa della sua carriera. È prima di tutto casa sua, la sua scuola di basket, il suo primo palcoscenico.

C’era quindi attesa come sempre per il ritorno di Spissu al PalaSerradimigni, dove con la maglia del Casademont Zaragoza ha incrociato nuovamente la Dinamo Banco di Sardegna nel secondo round di Fiba Europe Cup ieri, 14 gennaio, facilmente vinto dagli spagnoli 94-75.

Spissu ha giocato una partita “composta”, ha forzato poco e niente, ha distribuito 6 assist (di cui un paio di pregevole fattura) e ha messo i compagni in condizione di fare canestro, segnando la sua prima e unica tripla a 4 minuti dalla fine. Nonostante la sconfitta della Dinamo, tantissimi tifosi si sono trattenuti al palazzetto (più gremito del solito per una partita di Coppa) per salutare Marco, che dopo la fine della partita ha fatto un lungo giro di campo firmando autografi, facendo foto con i tifosi e salutando i suoi amici e parenti, regalando un bellissimo finale a quella che è stata una serata storta al Palaserradimigni.

Cambiano il contesto e la maglia, ma non il significato del suo ritorno: quello di un giocatore cresciuto a Sassari che, da avversario, misura il proprio percorso contro la squadra che lo ha formato e lanciato nel grande basket. Cresciuto nel settore giovanile della Dinamo, Spissu ha dominato le serie minori del Sassarese per anni, esordendo in Serie A appena sedicenne, attraversando poi un lungo percorso di formazione lontano dall’isola prima di tornare a guidare la squadra della sua città.

Tra il 2017 e il 2021 è diventato uno dei volti simbolo della Dinamo: playmaker titolare, leader e protagonista dei successi del club in quegli anni, dalla FIBA Europe Cup del 2019 alla Supercoppa Italiana. Con la partecipazione alle Olimpiadi di Tokyo nella nazionale guidata da Meo Sacchetti.

Chiusa l’esperienza sassarese, Spissu aveva scelto di misurarsi fuori dalla sua comfort zone: prima l’Europa dell’Est, a Kazan, anche in Eurolega, poi il ritorno in Serie A con Venezia e infine una nuova sfida in Spagna con il Casademont Zaragoza. Esperienze diverse, contesti diversi, che ne hanno arricchito il bagaglio tecnico e umano senza mai andare a intaccare il legame con la Dinamo.

Spissu è un playmaker mancino classe ’95, mortifero sia con il suo tiro dai tre punti sia dal palleggio-arresto-tiro, con una ottima visione di gioco e una grande capacità di mettere in ritmo i compagni.  Si è consacrato nelle annate con coach Gianmarco Pozzecco, che ne ha esaltato le qualità.

Il rapporto tra Marco Spissu e la Dinamo Sassari non si è interrotto quindi con l’addio del 2021, ma si è trasformato. Le prime sfide da ex arrivano con la maglia della Reyer Venezia, avversaria della Dinamo sia in regular season sia, soprattutto, nei playoff del 2023. In quella serie, e in particolare nelle gare giocate a Sassari, Spissu è tornato al PalaSerradimigni da avversario per la prima volta. Il filo si è riannodato ora anche in Europa.

Quella di ieri è stata una partita difficile per la Dinamo, priva di Beliauskas, Buie e Johnson (3/5 del quintetti titolare) che sono stati tenuti a riposo in via precauzionale per noie fisiche in vista dell’importantissimo match di domenica contro Napoli, oltre all’assenza del lungodegente Marshall, che si spera possa tornare verso febbraio.

Ieri la Dinamo ci ha provato, ha retto per due quarti pieni, ma poi è crollata per 75-94, con un Santi Yusta che ha fatto impazzire la difesa sassarese facendo canestro in ogni modo e Robinson che non ha dato pace ai lunghi biancoblù con i suoi rimbalzi e le sue schiacciate. Troppe le palle perse per gli uomini di Mrsic, con percentuali al tiro non all’altezza e rotazioni troppo limitate.