Alessandra Todde

La sanità sarda si trova nuovamente al centro di un passaggio complesso, in cui si intrecciano decisioni politiche, pronunciamenti della giustizia amministrativa e ricadute operative sulla governance delle aziende sanitarie. Le dichiarazioni rilasciate oggi, 16 gennaio, dalla presidente della Regione Alessandra Todde sul caso Sensi arrivano all’indomani di una sentenza del Tar Sardegna che incide in modo significativo sull’impianto dei commissariamenti avviati nel 2025.

A margine della conferenza stampa di presentazione della Louis Vuitton America’s Cup – si legge in un comunicato dell’ufficio stampa Regione Sardegna -, la presidente Todde ha commentato il pronunciamento del Tribunale amministrativo relativo al ricorso presentato da Flavio Sensi, già direttore generale dell’Asl 1 di Sassari. «La sentenza era attesa, tanto che nella delibera del 31 dicembre abbiamo detto che non avremmo proceduto nella nomina del direttore della Asl 1 di Sassari proprio per questo motivo. Quindi non cambia assolutamente nulla rispetto al percorso che stiamo portando avanti», ha dichiarato la presidente, sottolineando come la Giunta avesse già scelto di non procedere alla nomina in via cautelativa.

I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso di Sensi, disponendo l’annullamento degli atti che ne avevano determinato la decadenza e il reintegro immediato nella posizione originaria di direttore generale dell’Asl di Sassari.

Il collegio ha fondato la propria decisione sulla pronuncia della Corte costituzionale che, a fine dicembre, ha dichiarato illegittimo l’articolo 14 della legge regionale n. 8 del 2025, la norma con cui la Regione aveva disposto il commissariamento straordinario delle aziende sanitarie e la conseguente decadenza automatica dei direttori generali. Muovendo da qui, il Tar è stato netto nel ritenere illegittima anche la delibera della Giunta regionale del 27 aprile 2025, con la quale era stato nominato il commissario straordinario dell’Asl di Sassari e dichiarata la decadenza di Sensi.

Va ricordato che Sensi è stato l’unico tra i direttori generali rimossi ad aver presentato ricorso nei termini di legge davanti al Tar. Gli altri manager interessati dal commissariamento hanno scelto la strada del ricorso straordinario al presidente della Repubblica. La sentenza del Tar potrà ora essere impugnata davanti al Consiglio di Stato, che si pronuncerà in via definitiva.

Nel frattempo, la Regione ha comunque portato a termine la nomina di 9 nuovi manager su 12. In questo contesto si inserisce anche la recente nomina di Flavio Sensi a direttore generale della Multiss, la società in house della Provincia di Sassari, avvenuta mentre il contenzioso sulla sua precedente decadenza era ancora in corso.

Nel corso del suo intervento, la presidente Todde ha poi allargato il quadro al tema più generale della sanità regionale, rispondendo alle critiche dell’opposizione. Ha richiamato i dati del 2023 diffusi anche dalla Fondazione Gimbe, che collocano la Sardegna al penultimo posto in Italia per il rispetto dei Livelli essenziali di assistenza. «A chi sta portando avanti una narrativa di disastro la domanda che faccio è: dove erano quando governavano loro?», ha affermato, rivendicando la necessità di leggere le criticità attuali alla luce delle responsabilità accumulate negli anni.

Sul tema delle nomine, Todde ha ribadito che la Giunta si sarebbe mossa sulla base delle competenze e non delle appartenenze politiche. E sul fronte operativo ha indicato come priorità il recupero delle liste d’attesa, annunciando l’avvio di un piano che prevede il richiamo di decine di migliaia di pazienti, a partire dai 30 mila dell’area vasta di Cagliari. «A me piace misurarmi sui numeri», ha detto, indicando nei risultati dei prossimi anni il banco di prova dell’azione di governo.