Sassari. Il giorno di Sant’Antonio Abate in tutta la Sardegna è celebrato con grande devozione ed è considerato un evento di grande rilievo da molte comunità. Sant’Antonio viene ricordato per essere il padre del monachesimo, figura particolarmente venerata del calendario contadino(che, proprio nel mese di gennaio, celebrava il riposo invernale e i giorni di gelo con il fuoco e i falò), protettore degli animali domestici, degli agricoltori e degli allevatori. Viene anche ricordato come l’eremita che strappa i peccatori dal fuoco infernale attraversandolo con il suo maialino.

A questo appuntamento il neo costituito Comitato di quartiere Carbonazzi di Sassari non è voluto mancare e grazie agli spazi messi a disposizione dalla parrocchia del Cristo Redentores i è organizzato il primo evento legato alla ricorrenza.

Tantissime le persone che si sono ritrovate venerdì sera, 16 gennaio, nei locali dell’oratorio per la festa dedicata ai cittadini del quartiere. E’ stato infatti un evento che ha voluto coinvolgere tutti i residenti: è indiscusso che i progetti sociali ben ideati possono trasformare il tessuto delle comunità, generando un senso di appartenenza e connessione. Le iniziative di questo tipo permettono di superare le barriere sociali, creando reti di supporto e amicizia che rafforzano il quartiere. Attraverso attività condivise e spazi comuni, le persone iniziano a interagire, scoprendo talenti e passioni inaspettate che arricchiscono la comunità nel suo complesso.

Il Comitato ringrazia con profonda stima chi ha contribuito materialmente alla buona riuscita dell’evento: il parroco del quartiere don Dino Pittalis che ha concesso l’uso dei locali dedicati all’oratorio, il gruppo Mura “Eurospin Crai” che ha fornito il pane per i panini distribuiti ai presenti, l’azienda Cuguttu Domenico s.r.l. di Benetutti che ha fornito la terra utilizzata per l’isolamento e la messa in sicurezza dell’area interessata dal fuoco, le aziende “Bioeco e Madre Terra” di Sassari per avere fornito la legna indispensabile, il centro estetico Je-Suis di Sassari per aver messo a disposizione i mezzi usati per la logistica dell’evento, le macellerie del quartiere Pietro Cossu e Giuseppe Delrio per avere fornito la carne per i panini e il coro Renato Loria di Muros per avere allietato la serata con i canti tradizionali.

La partecipazione a questi progetti è fondamentale per costruire un futuro collettivo più solido e unito. Nei prossimi giorni, il comitato di quartiere Carbonazzi inviterà la popolazione a un incontro dove si potranno esporre alcuni esempi pratici e il loro impatto diretto sulla comunità.