Sassari. Il mandato di Serafinangelo Ponti, nuovo direttore generale dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari, si è aperto con una settimana fitta di incontri e confronti. Un avvio volutamente segnato dall’ascolto: personale sanitario, amministrativo, mondo universitario e sindacati sono stati coinvolti in una serie di appuntamenti pensati per gettare le basi di un dialogo che, nelle intenzioni, dovrà accompagnare l’intero percorso di governo dell’azienda.
Ponti si è presentato alla comunità aziendale insieme al direttore amministrativo Alberto Mura e alla direttrice sanitaria Luciana Mameli, chiarendo fin da subito l’impostazione del nuovo corso. Nessuna decisione calata dall’alto, nessuna scorciatoia: l’obiettivo dichiarato è la costruzione di una visione condivisa, fondata su un “noi” che richiama corresponsabilità e partecipazione. I documenti, nelle sue parole, non devono restare esercizi formali, ma diventare strumenti vivi, capaci di orientare scelte e comportamenti quotidiani.
Uno dei momenti centrali di questo primo giro di incontri si è svolto nell’Aula Magna dell’Università di Sassari, alla presenza del Magnifico Rettore Gavino Mariotti e dei vertici delle strutture sanitarie e amministrative. Un passaggio tutt’altro che simbolico: «I nostri interessi principali – ha sottolineato il Rettore – si riflettono in una forte coesione tra le parti, perché la sanità riguarda prima di tutto i cittadini. Questo è un luogo di confronto sulle politiche strategiche che riguardano sia l’Università sia l’Azienda. L’integrazione tra università e azienda ospedaliera è un patrimonio costruito in decenni di lavoro e va difeso e rafforzato».
Il direttore generale ha poi incontrato il personale sanitario e amministrativo nella sala riunioni del settimo piano dell’ospedale Santissima Annunziata, richiamando il senso più profondo del suo mandato. L’Aou di Sassari – ha ricordato – è un’azienda giovane, nata nel 2007, ma con una storia già significativa, chiamata oggi a rafforzare il proprio ruolo di riferimento per il territorio e per il futuro della sanità. In questo quadro, il vero valore aggiunto viene individuato nel senso di appartenenza: sentirsi parte di un progetto comune come condizione per far crescere l’organizzazione.
Non sono mancate riflessioni sulle grandi sfide che attendono il sistema sanitario: l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle cronicità, la pressione crescente sui servizi. Temi noti, che tornano puntualmente al centro del dibattito e che richiedono, ancora una volta, programmazione e visione di lungo periodo.
Tra i pilastri del nuovo corso spicca anche il richiamo all’umanizzazione, intesa non come slogan, ma come cultura organizzativa. Mettere il cittadino al centro significa, secondo Ponti, prendersi cura anche di chi lavora ogni giorno in azienda: medici, infermieri, tecnici, amministrativi. Perché la qualità della cura passa inevitabilmente dalle condizioni di lavoro di chi la eroga.
Forte, infine, l’attenzione al ruolo dell’Aou come luogo di formazione, ricerca e crescita culturale. Essere attrattivi, offrire non solo un posto di lavoro ma una prospettiva professionale e di vita, viene indicato come uno degli obiettivi strategici. In parallelo, emerge la volontà di proseguire su una strada fatta di utilizzo mirato delle risorse, accesso alle opportunità di finanziamento e investimenti in infrastrutture, tecnologie e servizi.
Nei prossimi giorni i vertici aziendali visiteranno i reparti ospedalieri e le diverse strutture sanitarie e amministrative. Un percorso che, nelle intenzioni, punta a rafforzare l’identità dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari come grande ecosistema di cura, ricerca e formazione.

