Consiglio regionale

Cagliari. La sanità è stata al centro del dibattito in Consiglio regionale durante l’esame dell’articolo 2 della legge finanziaria 2026. A intervenire è stata la presidente della Regione e assessora della Sanità ad interim, Alessandra Todde, che ha delineato le priorità e la strategia della Giunta per il sistema sanitario sardo.

Dopo un breve riferimento all’emergenza che ha colpito alcuni territori dell’Isola, la presidente ha concentrato il suo intervento sulle criticità strutturali della sanità regionale, ricordando che gran parte delle risorse manovrabili della Finanziaria confluisce nel Fondo sanitario.

“La sanità è il vero banco di prova di un mandato – ha affermato Todde – e va affrontata con responsabilità, senza soluzioni facili, ma con metodo, ascolto e dati concreti”. Proprio sulla necessità di costruire una “cultura del dato” la presidente ha insistito, sottolineando l’importanza di indicatori chiari per valutare l’efficacia delle politiche pubbliche e migliorare l’organizzazione dei servizi.

Tra i nodi principali, Todde ha indicato il rafforzamento del legame tra ospedali e territorio, per superare la frammentazione dei percorsi di cura, e la piena valorizzazione delle opportunità offerte dal PNRR, in particolare per le case e gli ospedali di comunità, che dovranno integrarsi con il lavoro dei medici di base e delle guardie mediche.

Sono stati evidenziati anche alcuni risultati già raggiunti, come il rinnovo degli accordi con i medici di medicina generale e i pediatri, il potenziamento dell’assistenza domiciliare integrata, salita oltre l’11%, e l’istituzione di sei posti di rianimazione pediatrica all’ospedale Brotzu.

Sul tema delle liste d’attesa, la presidente ha parlato di un problema soprattutto organizzativo, legato a sistemi frammentati e a una gestione poco flessibile delle prenotazioni. L’obiettivo, ha spiegato, è passare a una programmazione più mirata anche nel rapporto con il privato convenzionato.

In chiusura, Todde ha annunciato lo stanziamento di 100 milioni di euro per il Fondo sanitario regionale, risorse destinate a garantire la continuità dei servizi e il rispetto degli standard nazionali. “Il cambiamento – ha concluso – non deve avere un colore politico, ma deve essere misurato sui risultati che i cittadini vedranno nel tempo”.