Sassari. Un’operazione mirata della Polizia di Stato ha portato all’arresto del gestore di un circolo cittadino, sospettato di detenere sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L’intervento è stato condotto dagli investigatori della Squadra mobile della Questura di Sassari nell’ambito delle attività di contrasto al traffico di droga sul territorio.

L’attenzione degli agenti si era concentrata sul locale dopo una serie di segnalazioni che riferivano di un insolito via vai di persone, molte delle quali note come assuntori di sostanze stupefacenti, che entravano e uscivano senza consumare né cibi né bevande. Da qui la decisione di procedere a una perquisizione dell’esercizio commerciale.

Durante il controllo, il gestore avrebbe mostrato un evidente stato di agitazione. La perquisizione personale ha consentito di rinvenire una somma di denaro contante, custodita separatamente dall’incasso del locale e della quale l’uomo non avrebbe saputo fornire una spiegazione plausibile.

L’ispezione dei locali ha poi portato al ritrovamento, dietro il bancone, di una busta contenente marijuana per un peso complessivo di 82,15 grammi, suddivisa in più infiorescenze e risultata positiva ai test speditivi effettuati dalla Polizia scientifica.

In un vano adibito a dispensa, nascosti all’interno del forno di una cucina a gas, sono stati inoltre trovati un bilancino di precisione con residui riconducibili alla cocaina e una busta contenente circa 4 grammi della stessa sostanza, anch’essa risultata positiva ai test di rito. Nel locale erano presenti anche numerosi ritagli di cellophane, ritenuti compatibili con l’attività di confezionamento della droga.

Alla luce degli elementi raccolti, dei precedenti specifici a carico dell’uomo e di una recente condanna per reati analoghi, il gestore del circolo è stato arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

L’operazione rientra nel più ampio quadro delle attività di prevenzione e repressione dello spaccio condotte dalla Polizia di Stato, a tutela della sicurezza e della salute pubblica.

Resta fermo, in ogni caso, il principio della presunzione di innocenza: la responsabilità dell’indagato potrà essere definitivamente accertata solo con una sentenza irrevocabile di condanna.