Quaranta minuti di buona intensità non bastano per espugnare il PalaRubini. Dopo una partita ben giocata e per larghi tratti condotta, Trieste trova lo spunto giusto nell’ultimo quarto (32 punti realizzati) e piega le resistenze del Banco di Sardegna, superato con il risultato finale di 76-70 oggi, 24 gennaio, nella 17/a giornata. La Dinamo resta a 10 punti in classifica.
Arrivata in terra giuliana senza Johnson (oltre ai lungodegenti Beliauskas e Marshall), la squadra sassarese gioca una partita solida, trascinata dalla contagiosa energia di Ceron (miglior prestazione stagionale con 4 triple a segno) e dall’efficacia nel gioco interno di Thomas (doppia-doppia da 14 punti e 11 rimbalzi). I biancoblù si presentano in vantaggio di 5 lunghezze all’ultimo mini intervallo, ma nella volata finale Trieste sistema le proprie percentuali dall’arco e produce l’allungo decisivo guidata da Jahmi’us Ramsey, MVP della partita con 24 punti.
Coach Mrsic sceglie in avvio Buie, Ceron, Visconti, Thomas e McGlynn. Per Trieste partono in quintetto Ruzzier, Ramsey, Brown, Uthoff e l’ex Jeff Brooks. Partenza aggressiva del Banco: Ceron va a segno con due triple consecutive per il 9-1 di parziale che inaugura la partita. I padroni di casa, però, si mettono presto in partita con una fiammata di Ramsey. La gara si fa equilibrata: la Dinamo ha buon impatto a rimbalzo offensivo ma sbaglia qualche tiro aperto di troppo, allora il break di 7-0 griffato Uthoff, Ruzzier e Brown consente a Trieste di prendersi l’inerzia e volare sul +5 (16-11). Coach Mrsic chiama timeout, poi Vincini e Thomas rimettono in linea di galleggiamento i Giganti, sotto di 4 lunghezze alla prima sirena (20-16).
In avvio di secondo periodo Gonzalez mischia le carte in difesa, con i suoi che partono a zona per poi accoppiarsi a uomo. I biancoblu non riescono a ritrovare la stessa fluidità offensiva dei primi minuti, allora Trieste ne approfitta per volare sul +8. Ceron non è d’accordo e mette un’altra bomba che riporta il Banco in scia sul 24-21. L’ala veneziana offre un nuovo boost di energia ed è la scintilla giusta che accende anche i compagni: Buie, ben innescato in punta, infila la tripla del pareggio che costringe la panchina di casa al timeout a metà secondo quarto. Dopo la sospensione, la Dinamo continua a correre e col semigancio di McGlynn dal cuore del pitturato trova il sorpasso, poi la tripla di Visconti completa un parziale di 13-0 che vale il +5. Trieste sbaglia dall’arco anche a fronte di buone costruzioni, ma sulla sirena del secondo quarto interrompe l’emorragia con un lay-up di Brooks (29-26).
Nel terzo quarto i padroni di casa tornano in campo con energia e costruiscono un mini break di 6 punti che li riporta al comando. La Dinamo, però, replica colpo su colpo e mantiene la sfida sul filo dell’equilibrio. Lo step-back di Buie regala il +5 (40-35). Trieste prova a rifarsi subito sotto con Candussi e Ramsey, ma il Banco resta sul pezzo e difende il vantaggio alla terza sirena sul 49-44.
La sfida resta combattuta fino alla fine: Trieste è concreta e pareggia i conti con Deangeli dopo un minuto e mezzo dell’ultimo periodo. Zanelli infila subito dopo una tripla di fondamentale importanza, ma Ross replica. Dopo una serie di botta e risposta, la bomba in transizione di Uthoff segna il tentativo di fuga dei giuliani sul +4 (61-57). Coach Mrsic chiama a rapporto i suoi, che però incassano anche un’altra conclusione dall’arco di Ramsey che infiamma il PalaRubini. La Dinamo barcolla, ma Buie e Thomas tengono in piedi i Giganti con un mini break di 4 punti. A questo punto Trieste, dopo una serata difficile nel tiro pesante, alza improvvisamente le percentuali con Ross e Ramsey e ricaccia indietro l’assalto biancoblu (+9 sul 72-63). Una palla persa di Buie frutta due tiri liberi per Toscano-Anderson, che regala ai giuliani la doppia cifra di vantaggio. Nonostante tutto, il Banco non si arrende: la tripla di Pullen vale il -6, poi la squadra di Mrsic non riesce a sfruttare due ottime chance per tornare a un possesso pieno di svantaggio. Trieste può così tirare un sospiro di sollievo e conservare il vantaggio fino alla sirena finale sul 76-70.
Coach Veljko Mrsic: “Prima di tutto complimenti a Trieste, che ha vinto perché nei momenti più importanti è stata migliore di noi. Nell’ultimo quarto abbiamo commesso troppi errori sul tiro da tre punti, lasciando Ramsey troppo spesso libero per carenza di comunicazione difensiva. Dall’altra parte, invece, non siamo riusciti a segnare tre o quattro tiri ben costruiti, con i piedi per terra: questa è stata la differenza. Nonostante tutto ci abbiamo creduto fino alla fine, rientrando dal -10 al -6 e avendo anche due buoni tiri aperti per tornare a un solo possesso di distanza. Ma questo è uno sport in cui i dettagli fanno la differenza e Trieste ha meritato la vittoria, dimostrandosi più lucida nei momenti chiave, anche grazie alla spinta del suo pubblico.
Nell’ultimo mese abbiamo avuto diversi problemi legati agli infortuni: tre giocatori che erano partiti titolari nella gara d’andata oggi non hanno potuto giocare. È stata però un’opportunità per i giocatori italiani, che si allenano bene e a cui dobbiamo continuare a dare fiducia. Contro una squadra da playoff siamo rimasti in partita per 35 minuti: hanno fatto bene e possono migliorare ancora. Lavoro ogni giorno per dar loro più fiducia.
Abbiamo dimostrato che possiamo giocare bene con o senza chiunque. Dobbiamo avere più ritmo, correre di più e continuare a credere nei nostri giocatori italiani, giovani o meno giovani. Ogni partita è un’opportunità per dimostrare il proprio valore”.
PALLACANESTRO TRIESTE-DINAMO BANCO DI SARDEGNA SASSARI 76-70
PALL. TRIESTE: Toscano-Anderson 9, Martucci NE, Ross 7, Deangeli 2, Uthoff 10, Ruzzier 2, Sissoko NE, Candussi 5, Iannuzzi NE, Brown 7, Brooks 10, Ramsey 24. Allenatore: Gonzalez
DINAMO BANCO DI SARDEGNA SASSARI: Pullen 7, Buie 13 (9 ast), Zanelli 3, Seck NE, Johnson NE, Ceron 12, Casu NE, Vincini 8 (7 reb), Mezzanotte 2, Thomas 14 (11 reb), McGlynn 6, Visconti 5. Allenatore: Mrsic
PARZIALI: 20-16; 26-29 (6-13); 44-49 (18-20); 76-70 (32-21)
ARBITRI: Pepponi, Sahin e Dori
