di Pier Luigi Piredda
Sassari. Basta! È veramente arrivato il momento di dire basta a queste continue dimenticanze della Regione nei confronti del nord ovest della Sardegna. Da troppo tempo il nostro territorio sta subendo e sopportando scelte che sono sempre a senso unico verso il sud dell’Isola. In tutti i settori. Ma quando a far scoppiare il bubbone è una tv nazionale che rimanda in video e su tutti i social una situazione disastrosa che riguarda Sassari crediamo che il vaso sia proprio colmo.
Sulla popolarissima emittente televisiva “SportItalia”, che trasmette sul canale 60 del digitale terrestre, il direttore della testata Michele Criscitiello si è lanciato nei giorni scorsi in un attacco alla Lega di Serie C e tra le more della filippica ha sollevato un problema grande come un grattacielo, che noi e tutte le testate sportive sarde del nord abbiamo sottolineato più volte: le penose condizioni del manto erboso dello stadio “Vanni Sanna”.
“… la Lega pretende impianti con illuminazione a 1000 lux, 10 telecamere per la sicurezza, spogliatoi, sala stampa, settore ospiti con seggiolini ecc… – ha detto il direttore della tv – ma non chiede garanzie e non fa controlli sulla cosa più importante: il terreno di gioco”.
Ed è a questo punto che Criscitiello chiama giustamente in causa Sassari: “…scusate, senza polemica – sottolinea il direttore di SportItalia – ma vai a Sassari a giocare con la Torres e trovi le luci, le telecamere, gli spogliatoi, il settore ospiti ma poi non giochi a calcio a causa dei buchi e dei dislivelli sul manto erboso”.
Come dargli torto? Anzi, non si può che dargli ragione e anche ringraziarlo per aver portato all’attenzione nazionale una situazione che si trascina ormai da lungo tempo e alla quale è necessario porre rimedio al più presto.
Però la Regione sta pensando ad altro. Anche i rappresentanti sassaresi che sono stati eletti per rappresentare il territorio a Cagliari, gli attuali consiglieri ma anche chi li ha preceduti e che ora criticano pur non avendo mai aperto bocca sul problema, si sono adeguati alle scelte della maggioranza e hanno votato la concessione di 50 milioni di euro per realizzare il nuovo stadio del Cagliari.
D’accordo, il Cagliari è in serie A ed è giusto che abbia uno stadio degno di essere annoverato come tale e che potrà ospitare anche le partite dei futuri Campionati europei, ma è possibile che tra le pieghe del bilancio, rimpinguato anche dall’accordo raggiunto con lo Stato sulla Vertenza Entrate, la Regione non riesca a trovare un paio di milioni da destinare al rifacimento del manto erboso del glorioso stadio “Acquedotto” ora “Vanni Sanna”?
Una vergogna nazionale quella portata alla luce dal direttore dell’emittente “SportItalia” che colpisce ancora di più dopo le due stagioni brillanti della Torres che per due volte di seguito è salita alla ribalta nazionale per aver conseguito il secondo e il terzo posto in campionato sfiorando la promozione in serie B persa ai playoff.
Il paradosso è che ora la Torres, una società che è stata premiata per il fairplay, che ha i bilanci a posto e una proprietà solida, rischia di essere penalizzata per le disastrose condizioni del campo.
Quindi quale potrebbe essere lo scenario futuro dopo la più che giusta segnalazione dell’emittente sportiva?
La Torres potrebbe rischiare di giocare le prossime partite casalinghe lontano da Sassari a causa delle penose condizioni del terreno di gioco.
Ma questo è un problema che interessa a qualcuno?
Sembra proprio di no visto che nessun rappresentante istituzionale si è finora preoccupato di far emergere il problema a Cagliari e magari anche a Roma.
Il nord ovest della Sardegna continua a essere dimenticato anche nello sport. Perché qualche milione di euro, senza mai dimenticare i 50 milioni che saranno regalati al Cagliari calcio per il nuovo stadio, potrebbe anche essere recuperato dalla Regione per altri stadi di società che hanno una storia importante nel panorama sportivo sardo e nazionale come l’Alghero e la Nuorese.
L’Alghero, capolista indiscusso del campionato di Promozione salito giustamente alla ribalta sportiva in tutta Italia visto che finora ha vinto tutte e 20 le partite giocate, è costretto a disputare le partite casalinghe nell’angusto impianto “Pino Cuccureddu” di Maria Pia pur avendo a disposizione uno stadio come il “Mariotti” che però necessita di interventi economici importanti che il Comune di Alghero da solo non può affrontare.
E altrettanto dicasi per la Nuorese. A Nuoro è in corso una garbata diatriba tra società e Comune proprio per le condizioni dello stadio “Quadrivio” dedicato a Franco Frogheri.
La questione è tutta nelle mani della Regione, perché i comuni non sono in condizione di affrontare economicamente la ristrutturazione dei tre stadi.
Sono in arrivo i soldi, tantissimi peraltro, dallo Stato collegati alla Vertenza entrate, possibile che una manciata di milioni non possa essere destinata a questo?
Solo una manciata, neppure tanti, che sarebbero del resto appena una minima parte dei 50 milioni già stanziati per lo stadio del Cagliari.
La Regione Sarda dovrebbe essere la casa di tutti sardi e non solo di una parte che continua a crescere prendendo soldi da decenni a scapito di altri territori dimenticati.
