di Bruna
L’inizio dell’anno è come un incontro di lotta libera. Il mio, Gentile Lettore, non sta andando troppo bene. Sono a terra inerte e il match non accenna a fermarsi. Rosea immagine, non è vero? Di recente sono stata accusata di provare acredine nei confronti dell’umanità intera e lasciata sola ad un tavolino da due. Giustamente, come una persona di sani principi tende a fare in certe situazioni, ho preso uno sgabello e mi sono avvicinata al bancone. Il proprietario del locale lavora solo, è coperto di tatuaggi e rotea ogni calice di vino che sta per bere. Frequento il suo bacaro da poco tempo e non avevamo mai davvero parlato, se non per scambiarci convenevoli e comunicargli la comanda. Una volta davanti a lui, senza dire una parola, mi ha avvicinato un cicchetto al baccalà: il mio preferito. La conversazione che è seguita non è stata memorabile, ma è stata sincera. So che è originario di Parma, ha un divorzio alle spalle ed è cresciuto nella pizzeria della mamma. Dopo un’ora lì, ci siamo salutati e mi ha dato un sacchetto tra le mani con del cibo dentro. Quindi no, non provo acredine dei confronti del genere umano.

 

Cronache del Tavolo: Uno

Cronache del Tavolo: Due – Il P.M. Canadese e il segreto di Pulcinella 

Cronache del Tavolo: Tre – Ho smesso di seguirlo, il vaso di Pandora

Cronache del Tavolo: Quattro – E’ una questione di controllo

Cronache del Tavolo: Cinque – Camelot