di Bruna
Come regola generale tratto ogni essere vivente con pari circospezione. Dai bambini agli anziani, dalla zanzara al micio da compagnia. Che nessuno mi chieda di stroncare la vita di una zanzara in piena estate; potrei non dormire dal senso di colpa. Il risultato di questa mia inclinazione in aperta società sono ovviamente commenti più o meno controversi.
Raccontavo alla Bionda di un incontro del terzo tipo avuto la notte prima, quando ero ospite in casa altrui. L’appartamento conta tre inquilini: uno di razza umana, i restanti felina. Come è normale in certe situazioni, due su tre hanno l’abitudine di intrudere in qualsivoglia circostanza — come la mia visita alla toilette. Durante una battaglia di sguardi intensa tra me e Kiss Kiss seduto sul bordo della vasca da bagno, il gatto è stato colto da un attacco apoplettico. Giustamente, ne ho avuto uno anch’io dallo spavento. Una forte emozione che presto è mutata in altrettanto forte fastidio, una volta rassicurata dal padrone del fatto che il felino non stesse morendo ma fosse semplicemente asmatico. Gli ho detto: questo gatto non sopravviverebbe in natura, stai truffando il processo d’evoluzione. Ero parecchio soddisfatta dell’accusa fatta (i.e. incongrua natura delle azioni del padrone), tanto da non ritirarle dopo la mezz’ora di discussione che ne è seguita.
Pietosamente, nei dieci minuti successivi a questo racconto, ho tirato una porta da spingere e mi sono resa conto di aver indossato la maglia a rovescio per la terza volta nella stessa settimana. La Bionda, con tatto inconsueto, non ha commentato
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