Sassari. La giunta comunale ha approvato un nuovo atto di indirizzo che modifica il sistema dei contributi per l’emergenza abitativa, aggiornando importi, durata e criteri di accesso. La delibera è stata proposta dall’assessora alle Politiche della casa Patrizia Mercuri ed è stata adottata dall’esecutivo guidato dal sindaco Giuseppe Mascia.
Il provvedimento ridefinisce in modo operativo entità, platea dei beneficiari e modalità di utilizzo del contributo.
Nel dettaglio, il sostegno economico potrà arrivare:
fino a 450 euro al mese per la locazione di un appartamento;
fino a 250 euro al mese per la locazione di una stanza o di una porzione di immobile.
Il contributo potrà coprire anche fino a due mensilità di deposito cauzionale, se previste dal contratto di affitto. La durata massima del beneficio è fissata in 12 mesi.
Tra le novità introdotte c’è il termine più ampio per reperire l’alloggio: i beneficiari avranno 120 giorni dalla pubblicazione della graduatoria per trovare una soluzione abitativa compatibile con i requisiti del bando. Non sarà più necessario che l’immobile si trovi nel territorio comunale: la casa potrà essere locata in qualsiasi parte della Sardegna.
Il contributo è riservato a persone e nuclei familiari con ISEE inferiore a 9 mila euro, soglia individuata per concentrare le risorse sulle situazioni di maggiore fragilità economica.
«L’estensione sino a 120 giorni del tempo concesso per l’individuazione di una casa vuole consentire una ricerca più efficace e coerente con le dinamiche del mercato delle locazioni», spiega l’assessora Patrizia Mercuri. «D’altro canto, fissare in 12 mesi la durata massima del contributo consente una più equa rotazione nell’accesso al beneficio – aggiunge – dando di volta in volta priorità a chi non ha già beneficiato della misura prima della pubblicazione del bando». Sulla soglia Isee, Mercuri precisa che «garantisce la priorità ai nuclei maggiormente esposti al rischio di esclusione abitativa».
Secondo il sindaco Giuseppe Mascia, si tratta di un adeguamento sostanziale dello strumento: «questo intervento a contrasto dell’emergenza abitativa è un’evoluzione strutturale rispetto al passato, non è un mero aggiornamento formale ma risponde a un cambiamento significativo del contesto socio-economico e del mercato immobiliare locale». La revisione nasce, spiega, dalla constatazione che «un numero crescente di nuclei familiari in condizione di fragilità socio-economica incontri difficoltà sempre più marcate nel reperire un alloggio in locazione».
Alla base della modifica del bando precedente ci sono tre fattori indicati dall’amministrazione: minore disponibilità di immobili, aumento dei canoni e condizioni contrattuali più rigide richieste dai proprietari. Da qui la scelta di uno strumento descritto dal sindaco come «più flessibile, tempestivo e orientato alla prevenzione», finalizzato a sostenere l’accesso o il mantenimento della locazione ed evitare l’aggravarsi delle situazioni di precarietà abitativa.

