Cagliari. Il Governo nazionale ha deciso di non rifinanziare la mobilità in deroga per il 2026, lasciando senza sostegno oltre 300 famiglie di ex lavoratori nelle aree di crisi complessa di Porto Torres e Portovesme, nel Sulcis Iglesiente. La conferma arriva dall’ultima legge di Bilancio e da una Circolare ministeriale del 10 febbraio.

“Si tratta di una scelta politica precisa – commenta l’assessora del Lavoro, Desirè Manca – che colpisce nuovamente le fragilità e i territori più vessati della Sardegna. Questi lavoratori hanno già affrontato anni di crisi industriale, promesse mancate e riconversioni mai completate. Negare la mobilità in deroga significa mandare sul lastrico centinaia di famiglie in zone già profondamente segnate dalla desertificazione produttiva”.

Secondo le stime, la mancata previsione sottrae alla Sardegna circa 6,3 milioni di euro. L’assessora Manca ha annunciato che la Regione si è attivata in più sedi per sollecitare una soluzione: dalla Commissione Lavoro della Conferenza delle Regioni, dove è stato presentato un emendamento insieme ad altre Regioni, agli uffici del Ministero del Lavoro, fino all’ultima seduta della Commissione Lavoro regionale, con l’invio di una missiva alla Ministra.

“Chi spiega ora ai lavoratori del Sulcis che la Sardegna è stata dimenticata? – aggiunge Manca – Qui non si tratta di numeri, ma di famiglie, diritti e futuro. Non resteremo a guardare mentre queste persone vengono abbandonate. Insieme ai sindacati, a livello regionale e nazionale, continueremo a chiedere al Governo di garantire la copertura della mobilità in deroga per il 2026”.

L’assessora sottolinea come, in queste aree, il lavoro rappresenti non solo reddito, ma anche riscatto sociale e dignità: privare i cittadini di questo sostegno significa ignorare le condizioni reali delle comunità locali e calpestare i diritti delle famiglie più vulnerabili.