di Pier Luigi Piredda
San Benedetto del Tronto. Bentornata Torres. Bentornata la squadra che ha fatto sognare Sassari per due stagioni, che ha fatto soffrire moltissimo tutti nel disastroso girone d’andata e che ora si sta risollevando con orgoglio e determinazione. Ma soprattutto con la grinta, con un meraviglioso spirito di gruppo e con un gioco piacevole votato all’attacco.
A San Benedetto serviva soltanto un risultato: la vittoria. E vittoria è stata.
Con una prestazione convincente e una volontà fino a qualche tempo fa sconosciuta. Una vittoria arrivata grazie alla mentalità vincente che il tecnico Alfonso Greco è riuscito a inculcare in un gruppo demoralizzato, devastato da una serie di risultati negativi e da una classifica disastrosa. Un gruppo che non era gruppo. Che scendeva in campo a testa bassa e ne usciva con la testa ancora più bassa. Un gruppo che aveva perso il sorriso e la voglia di combattere perché tutto sembrava remare contro. E anche la società aveva sofferto e vacillato, pur senza mai perdere la bussola, anche se nei momenti più difficili non era stato facile sopportare le malelingue e le troppo pesanti critiche che le piovevano addosso.
Poi, il ritorno di Alfonso Greco in panchina, qualche ripensamento sulla strada dei giovani ad ogni costo e il sostegno incondizionato, meraviglioso del pubblico. Soprattutto di quella frangia. Gli ultras, talvolta criticata ma che nel momento più buio si è schierata apertamente con la società e con la squadra invocando anche l’aiuto di tutta la città con striscioni commoventi e un tifo incessante. A Sassari e in trasferta: oltre 250 tifosi a San Benedetto.
E questo amore è stato ricambiato.
Dalla società che ha fatto alcuni acquisti da manuale nel mercato di gennaio, rafforzando la squadra pur senza svenarsi economicamente.
Dalla squadra che ha capito ancora di più quanto grande sia l’amore di Sassari per la Torres e che cosa significhi indossare quella maglia gloriosa.
E dal suo condottiero che con grande umiltà ha accolto il disperato appello della Sassari sportiva e, pur sapendo che non sarebbe stata una passeggiata, ha accettato di ritornare sulla panchina rossoblù. Greco ha preso in mano un gruppo disgregato di giocatori sfiduciati, criticati e a pezzi moralmente, e anche fisicamente, e con la massima serenità e un lavoro intelligente svolto con tutto lo staff li ha fatti ritornare a sentirsi giocatori e a dimostrare di poter giocare in Serie C.
Ora si stanno cominciando a raccogliere i frutti di questo lavoro. La vittoria di Terni e il pareggio di Ascoli, intervallati dalla sconfitta casalinga, pesante nel punteggio ma immeritata, con la Juve N.G. avevano già lasciato intravvedere una squadra in salute e in crescita. La vittoria di San Benedetto, una delle dirette concorrenti per la salvezza, ha confermato che la Torres è una squadra che non merita quella posizione in classifica e che può giocarsela alla pari con chiunque. Una squadra vera e forte.
A San Benedetto la Torres è partita con una formazione ancora diversa per le assenze di Zambataro e Brentan per problemi fisici e con un assetto votato alla corsa e alle incursioni in velocità. La Sambenedettese ha provato ad aggredire la squadra rossoblù che ha ordinatamente arginato gli assalti dei padroni di casa e via via ha preso il comando delle operazioni. E all’11 è passata in vantaggio con uno strepitoso gol di Sorrentino che ben appostato al centro dell’area piccola si è abbassato ed è riuscito a mettere la testa tra portiere e difensore e spingere in rete un cross dalla destra di Masala. Un gol da bomber vero.
Dopo una timida reazione della Sambenedettese culminata con un tiraccio sbilenco che ha rischiato di beffare il sempre ottimo Zaccagno, il primo tempo è stato un monologo rossoblù. La Torres ha avuto almeno cinque clamorose occasioni da gol che però non è riuscita a concretizzare anche per le belle parate del portiere di casa.
Un primo tempo da squadra di altro lignaggio. Una Torres bella, propositiva, grintosa, sempre pronta a ripartire in velocità e, purtroppo, a sprecare troppo.
Nel secondo tempo, è stata tutt’altra musica visto che la Sambenedettese è entrata in campo determinata a trovare il pareggio e ha schierato soprattutto il suo uomo più pericoloso: l’attaccante Eusepi. Un cambio che insieme a quello del laterale Konatè ha spostato gli equilibri della partita. La Torres è stata infatti schiacciata nella sua metà campo, ma non ha sofferto e anzi ha cercato ripartenze intelligenti grazie agli sguscianti Sorrentino e Di Stefano. Tutto stava andando bene fino al rigore, peraltro dubbio ma che l’arbitro ha comunque confermato dopo aver rivisto al Var un presunto fallo di mano di Masala, che ha rilanciato le ambizioni dei padroni casa. Questa volta Zaccagno, pur intuendo la traiettoria, non è riuscito a deviare il tiro perfetto dell’esperto Eusepi dal dischetto.
La Torres ferita nell’orgoglio ha reagito da grande squadra. Anche grazie ai cambi fatti da Greco che ha mandato in campo Giorico, Zecca e Zanandrea per gli stremati Nunziatini, Mastinu e Luciani.
E meno di dieci minuti dopo la squadra rossoblù è tornata in vantaggio con un colpo di testa del nuovo arrivato Zanandrea, furbo e intelligente a inserirsi nel muro difensivo di casa e deviare di testa in rete la splendida punizione calciata da Liviero.
A quel punto, la Torres ha pensato solo a portare a casa la vittoria ma ha ancora una volta tremato, come era accaduto ad Ascoli, quando nell’ultimo disperato assalto la Sambenedettese ha trovato il pareggio con Parigini. Un gol segnato in netta posizione di fuorigioco ma che l’arbitro ha giustamente voluto verificare al Var prima di annullarlo.
Poi, il fischio finale che ha permesso alla Torres di tornare dalla lunga trasferta nelle Marche con 4 punti in più in classifica e avvicinarsi al traguardo della salvezza diretta. Passata la sbornia di felicità per la vittoria e per le due belle prestazioni, ora la Torres si deve concentrare sul prossimo impegno: sabato alle 14,30 al Vanni Sanna contro la Vis Pesaro.
LE PAGELLE
ZACCAGNO 7,5: un’altra bella prestazione del portiere rossoblù. Ha sfiorato il pallone del rigore, ha fatto una paratona su un tiraccio sbilenco, ha fatto una grande parata a terra e alcune uscite basse da manuale. Bravissimo.
ANTONELLI 7: con l’esperto Eusepi ha dovuto faticare un po’ di più, ma nel complesso non ha sbagliato un solo intervento. Il solito baluardo invalicabile.
BALDI 7: si è integrato alla perfezione nella difesa e non sbaglia un movimento. Ha annullato il suo avversario diretto e si è anche dedicato alla costruzione. Grandissimo acquisto.
NUNZIATINI 7: bentornato nel ruolo che Greco gli ha ritagliato e che lui sta occupando alla perfezione. La sua preponderanza fisica annienta qualsiasi avversario.
LIVIERO 7: un bellissimo primo tempo durante il quale ha imperversato sulla fascia sinistra mettendo in crisi la retroguardia di casa. Nel secondo tempo ha sofferto la fisicità e la freschezza atletica del nuovo entrato Konatè ma non ha mai mollato. E nel finale con il suo magico sinistro ha pennellato la punizione che Zanandrea ha trasformato nel gol della vittoria della Torres.
MASALA 7: un guerriero. E dal suo piede è partito il cross per il gol del vantaggio della Torres. Ha corso per tutto il campo, andando a raddoppiare i compagni in marcatura, proponendosi in fase di appoggio e coprendo le spalle a Mastinu. È uscito stremato nel finale.
SALA 7: sempre presente in ogni zona del campo, sia in fase di copertura, sia nelle ripartenze. Generoso quando corre in soccorso dei compagni, pericoloso quando si lancia in qualche sortita in attacco. Un moto perpetuo. Da clonare.
MASTINU 7: è ritornato alla grande. Ha arretrato il raggio di azione, ma con il suo magico sinistro ha sventagliato cross millimetrici di 30, 40 metri sulle fasce per Liviero e Sala. Poi ha dettato i tempi di gioco e si è sempre fatto trovare dai compagni in ogni occasione. Infine, non si è risparmiato in fase difensiva quando ce n’è stato bisogno. Un vero capitano. È uscito stanchissimo nel finale.
DI STEFANO 7: ha doti tecniche notevoli. Non ha segnato, ma con Sorrentino ha dimostrato di aver raggiunto un’ottima intesa. Ha provato a cercare il gol, ma non ha avuto fortuna. Sta crescendo.
LUCIANI 6,5: ha sciupato almeno due grandissime occasioni a tu per tu con il portiere che avrebbero potuto permettere alla Torres di giocare con più tranquillità. Comunque è sempre in agguato. Se gioca sempre così il gol arriverà. Si sta ambientando…
SORRENTINO 8: lui sì che si è ambientato… Un attaccante di quelli che puntano la porta senza indugiare troppo. Che calcia sempre da qualsiasi posizione e mettete in crisi le difese avversarie con il suo moto perpetuo e una grande intelligenza tattica. Ha segnato un gol strepitoso e ne ha sfiorato un altro con un tocco delizioso. Fortissimo.
ZANANDREA 7,5: ha toccato forse due palloni: uno di piede e un altro di testa. Ma quello che ha colpito di testa è stato decisivo per la vittoria della Torres. Non ci poteva essere esordio migliore per un giocatore che era fermo da lungo tempo e che è venuto a Sassari per dimostrare di meritare la fiducia che la società ha riposto su di lui. Bravissimo. Grande carattere.
ZECCA 7: è entrato in campo con la grinta giusta, mettendo in difficoltà la retroguardia di casa con alcune incursioni a tutta velocità sulla fascia destra.
IDDA, LUNGHI, GIORICO 7: un voto alto anche per loro ma giusto perché sono entrati in campo con la grinta che era necessaria nell’infuocato finale.
GRECO 8: bravissimo. Ha schierato l’ennesima formazione diversa di questo periodo a causa di qualche problemino fisico di alcuni giocatori, ma nessuno se n’è accorto. Perché la Torres ha giocato una grandissima partita. Questo conferma che la rosa a sua disposizione è valida e, soprattutto, che lui riesce a far sentire importante e decisivo ogni giocatore che indossa la maglia rossoblù. Ha inizialmente lavorato a fondo sulla mentalità e ora sta raccogliendo i frutti con un gioco spumeggiante e soprattutto con il grande impegno di tutti. Ha ridato un cuore alla Torres. Il campionato è ancora lungo, ma lui in poche giornate ha trasformato una squadra demoralizzata e priva di amor proprio in un gruppo che non molla mai.


