Porto Torres. Franco Urgeghe ha iniziato il suo percorso nella falegnameria del padre a Osilo, imparando il mestiere sul campo. Un’esperienza che gli ha dato solide basi e che negli anni ha saputo trasformare in un’attività capace di adattarsi alle nuove richieste del settore.

Oggi Urgeghe, 49 anni, oltre ad aver proseguito e ampliato l’attività di famiglia, è infatti il responsabile per la Sardegna di Barrier, azienda con sede a Bacău, in Romania, che conta circa 600 dipendenti e produce più di mille infissi al giorno.

La collaborazione tra Urgeghe e Barrier nasce nel 2022: prima piccole commesse, poi numeri sempre più importanti, fino a creare una rete stabile nel territorio dell’isola. La sede è a Porto Torres, ma l’imprenditore e i suoi collaboratori si spostano continuamente in tutta la Sardegna.

Barrier ha saputo assecondare l’evoluzione del mercato, che negli ultimi decenni è profondamente cambiato. Quali sono le nuove esigenze dei clienti? «Per gli infissi il legno resta un materiale eccellente – spiega Urgeghe –, ma richiede molta manutenzione e soffre di più il clima rispetto al passato. Oggi le famiglie cercano soluzioni più performanti e durature».

Da qui la scelta di puntare con decisione sul PVC, che oggi è dominante nella produzione di infissi; molto distanziato l’alluminio, ormai minima la percentuale del legno.

L’obiettivo principale è principalmente l’isolamento termico, seguito da quello acustico: ed è su queste esigenze del mercato che si focalizza la produzione di Barrier. Caratteristiche che il PVC garantisce con un rapporto qualità-prezzo molto competitivo. Il 90% delle richieste dei clienti si concentra sul prodotto “base”, già adatto agli standard delle diverse fasce climatiche sarde e più che adeguato per la maggior parte delle abitazioni del territorio.

Intanto la falegnameria di Urgeghe a Osilo (attività indipendente da Barrier) continua a produrre: infissi e mobili in legno e anche persiane in alluminio, materiale più costoso e che resta una scelta di nicchia.

Il PVC ha conquistato il mercato anche dal punto di vista estetico: nella showroom di Porto Torres si possono vedere le moderne pellicole applicate ai profili, che permettono di riprodurre fedelmente le venature e i colori dei vari tipi di legno. «Il cliente spesso vuole l’effetto legno – sottolinea Urgeghe – e oggi il grado di somiglianza è altissimo, soprattutto sulle linee più squadrate».

Uno dei punti di forza di Barrier sono le tempistiche. Dopo il sopralluogo in cantiere, nell’arco di 24-48 ore viene elaborato il preventivo; per l’ordine definitivo, i tempi di consegna si attestano tra le tre e le quattro settimane (a volte anche meno). Ogni infisso è realizzato su misura, con precisione millimetrica.

Il lavoro di Barrier in Sardegna si divide equamente tra appartamenti privati e cantieri. Un grande cantiere può incidere quanto decine di abitazioni singole. L’attenzione resta sempre la stessa: cura del dettaglio, montaggio rapido e pulito. È proprio la soddisfazione finale del consumatore – racconta l’imprenditore – a rappresentare il risultato più gratificante.

Il periodo del Superbonus 110% ha segnato un’impennata: fatturato quintuplicato e crescita rapidissima. Con la fine di quegli incentivi il mercato si è ovviamente ridimensionato, ma Barrier Sardegna (che alla perizia e professionalità di Franco Urgeghe in materia di infissi e falegnameria in genere associa per la parte gestionale le competenze di Francesco Pipia) ha comunque mantenuto una struttura solida. È inoltre ancora attiva la detrazione del 50% per la prima casa e del 36% per le altre abitazioni, un’opportunità che continua a sostenere il settore.

Da Porto Torres l’attività copre ormai gran parte della Sardegna, ma il progetto non si limita solo alla vendita di infissi. L’obiettivo dichiarato è creare una rete di artigiani e piccole realtà locali, mettendo in connessione competenze e professionalità: rete già avviata in zone come Ogliastra, Pattada e Pozzomaggiore.

Si tratta di un settore in continua evoluzione, dove la tecnologia e la tradizione si incontrano. Da qui la sfida di Urgeghe: fondere l’esperienza artigiana imparata nella bottega del padre con l’organizzazione delle grandi aziende europee.