Immagine tratta dalla pagina Facebook della Pro loco Uri

Uri. La Sagra del Carciofo di Uri ottiene il marchio nazionale “Sagra d’Eccellenza” 2025 assegnato dall’Ente Pro Loco Italiane (Epli). Il riconoscimento è stato attribuito alla manifestazione organizzata dalla Pro Loco di Uri, che quest’anno celebra la sua 34ª edizione.

La consegna ufficiale dell’attestato è prevista il 18 marzo a Roma, nella sede di Montecitorio, durante una cerimonia nazionale dedicata alle sagre considerate particolarmente rappresentative per continuità organizzativa, legame con le tradizioni e capacità di promozione del territorio.

La manifestazione dedicata al Carciofo Spinoso Sardo DOP è in programma a Uri sabato 7 e domenica 8 marzo e rappresenta da oltre trent’anni uno degli appuntamenti enogastronomici più frequentati del nord Sardegna. L’evento è promosso dalla Pro Loco con il patrocinio del Comune e coinvolge associazioni locali, produttori e volontari del territorio.

Il programma prevede due giornate di iniziative tra gastronomia, visite guidate e intrattenimento.

Sabato 7 marzo l’apertura è prevista alle 9.30 con un’escursione archeologica alle domus de janas di Porchiles guidata dall’archeologa Nadia Canu, mentre per tutta la giornata saranno attivi gli stand gastronomici con piatti a base di carciofo e prodotti della tradizione locale. Nei locali di S’Iscala Ezza sarà inoltre visitabile la mostra del costume e del ricamo “Su Cosinzu Antigu”.

Domenica 8 marzo il centro del paese ospiterà degustazioni, attività culturali e musica dal vivo, con esibizioni previste a partire da mezzogiorno.

Nel corso degli anni la sagra si è consolidata come vetrina per la produzione agricola del territorio del Coros, con particolare attenzione alla filiera del carciofo spinoso e alle ricette della tradizione locale. Secondo gli organizzatori, il marchio assegnato dall’Epli riconosce la continuità della manifestazione e il coinvolgimento della comunità nella sua organizzazione.

L’edizione 2026 si inserisce dunque nel solco di un appuntamento che, oltre all’aspetto gastronomico, punta a valorizzare il patrimonio culturale e produttivo del territorio.