Sassari. Aveva aperto la porta di casa per far eseguire alcuni lavori di muratura. Non poteva immaginare che proprio quella fiducia sarebbe diventata, secondo gli investigatori, l’occasione per derubarla dei risparmi e dei ricordi di una vita.

Protagonista della vicenda è una novantenne di Sassari, con gravi difficoltà di deambulazione e un importante deficit uditivo, che per settimane sarebbe stata vittima di due uomini impegnati in lavori nella sua abitazione. Uno dei due è stato arrestato nei giorni scorsi dai Carabinieri della Stazione di Sassari, che hanno eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari con braccialetto elettronico emessa dal Tribunale di Sassari su richiesta della Procura della Repubblica di Sassari. L’uomo è ritenuto responsabile, a vario titolo, di furto aggravato in abitazione, autoriciclaggio e indebito utilizzo di carte di credito.

L’indagine è partita dalla denuncia dell’anziana, che si era rivolta ai militari dell’Arma dopo aver scoperto, tramite il proprio istituto bancario, una serie di prelievi effettuati a sua insaputa dal conto corrente per un totale di circa 4.500 euro. Le verifiche dei carabinieri hanno permesso di ricostruire un piano portato avanti, secondo l’accusa, tra gennaio e febbraio. I due indagati, approfittando della fiducia conquistata durante i lavori in casa, avrebbero più volte sottratto la carta bancomat della donna per effettuare prelievi di denaro, rimettendola ogni volta al suo posto per non destare sospetti.

Ma non solo. Durante la permanenza nell’abitazione si sarebbero impossessati anche di una cassettina metallica contenente numerosi gioielli a cui la novantenne era particolarmente legata: oggetti che rappresentavano i ricordi di un’intera vita.

Le indagini dei carabinieri hanno poi permesso di risalire al percorso della refurtiva. Gran parte dei preziosi era stata venduta in alcuni esercizi “compro oro” della città per essere rapidamente trasformata in denaro. Proprio grazie a queste ricerche i militari sono riusciti a recuperare buona parte dei beni sottratti: un orologio in oro bianco, tre orecchini in oro, tre anelli con pietre preziose, un anello con diamante, cinque bracciali e un collier. Il valore complessivo dei gioielli recuperati è di circa 5.000 euro e saranno restituiti alla legittima proprietaria.

Già lo scorso 26 febbraio i carabinieri avevano arrestato in flagranza il presunto complice, sorpreso nei pressi di un “compro oro” mentre tentava di vendere parte della refurtiva.

Secondo quanto emerso dalle indagini, i due avrebbero anche tentato di cancellare le tracce del loro passaggio: avrebbero eliminato i propri numeri dalla rubrica del telefono della donna e danneggiato l’impianto di videosorveglianza dell’abitazione.

Entrambi gli indagati si trovano ora agli arresti domiciliari mentre le indagini proseguono sotto il coordinamento della Procura di Sassari.

Come previsto dalla legge, il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità degli indagati potrà essere definitivamente accertata solo con una sentenza irrevocabile di condanna.