di Pier Luigi Piredda
Sassari. Ci sono momenti… Ci sono giornate… Ci sono battiti di cuore incontrollabili. E c’è soprattutto la passione. Quella passione grande che si ha dentro fin da quando si nasce e la si porta dentro tutta la vita. Sempre a testa alta. Nei momenti belli, ma anche e soprattutto in quelli brutti. Una passione che è come i battiti del cuore. Una passione da vivere anche se non è sempre facile. Ma è proprio nelle difficoltà che quella passione si ingigantisce e fa battere ancora più forte il cuore.
Domani, domenica 26 aprile 2026, è uno di quei giorni.
Giorni in cui si cerca di pensare ad altro, distrarsi. Ma è impossibile quando si nasce con quella passione dentro e anche se quando si diventa più grandi e poi anziani la sensazione è sempre la stessa.
La Torres è passione. È amore. È un pezzo di cuore.
La Torres è Sassari. 123 anni di storia che raccontano una società e una squadra che mai è riuscita a salire oltre la Serie C. Una squadra che ha giocato sui campi in terra battuta di tutta la Sardegna. Che è caduta e si è risollevata. Sempre. Cha ha fatto sognare, ma anche piangere. Quante le lacrime versate su quelle gloriose maglie rossoblù della più antica società di calcio della Sardegna nata nel mese di aprile del 1903 nel cuore del centro storico.
Quante lacrime, quanti dolori, quante amarezze. Ma anche quante gioie, quanti momenti indimenticabili.

La Torres è un pezzo importante di Sassari. E questo articolo è dedicato a chi non l’ha mai lasciata sola. Nella buona e nella cattiva sorte. A quei tifosi di oggi e di ieri che l’hanno sempre sostenuta e incoraggiata in ogni stadio d’Italia.
Vedere la tribuna gremita con quel tifo così incredibilmente sentito e coinvolgente durante l’allenamento di rifinitura prima della partenza per la partitissima di Arezzo non poteva non far scendere lacrime di commozione e orgoglio a chi la Torres la ama. E poi, vedere quei ragazzi, oltre un centinaio, che alla spicciolata arrivavano nella sede della Nuova Guardia con lo zainetto in spalla pronti per imbarcarsi verso Arezzo non può che commuovere. Bravi.
Saranno loro domani a rappresentare Sassari nello stadio toscano stracolmo di tifosi che sognano di festeggiare la promozione in Serie B.
Sarà una partita dura, difficile, sicuramente bella quella tra Arezzo e Torres. Una partita di quelle che tutti i tifosi vorrebbero giocare indossando quella gloriosa maglia rossoblù. Una partita da giocare con il coltello fra i denti. Spremendo tutte le energie. Inzuppando le divise fino all’ultima goccia di sudore.
Il messaggio che i tifosi hanno voluto lanciare ai giocatori durante la rifinitura è stato proprio questo.
Impegno e cuore.
E poi andrà come deve andare ma senza rimpianti. Provandoci fino all’ultimo secondo.
Sarà una sofferenza. Lo sappiamo bene.
Ma questa Torres nella seconda parte della stagione ha dimostrato di saper soffrire, ma soprattutto ha fatto vedere di avere carattere e soprattutto tutte le carte in regola per giocarsela alla pari anche contro la squadra che ha sì dominato il campionato dalla prima giornata ma che a Sassari aveva sofferto trovando un pareggio con un tiro in porta, l’unico della partita verso la porta di Zaccagno, dopo un banale malinteso della difesa.
Il tecnico Greco, che da dicembre ha rivitalizzato una squadra in condizioni mentali disastrose e penultima in classifica con appena 8 punti, dovrà fare a meno dell’infortunato Nunziatini, ma riavrà a disposizione Idda dopo la squalifica. La formazione che scenderà in campo ad Arezzo non dovrebbe discostarsi da quella schierata la scorsa settimana contro il Gubbio. A presidiare la fascia sinistra dovrebbe essere quindi Zanandrea che giocherà in linea con Antonelli centrale e Baldi sulla destra. A centrocampo l’indistruttibile e strabordante Sala, che speriamo l’arbitro riesca a tutelarlo perché gli avversari cercheranno di fermarlo in tutte le maniere e soprattutto con le cattive. Anche se lui da buon guerriero non è uno che si tirerà indietro o isserà bandiera bianca. Al suo fianco sulla destra correrà Zecca che ha riacquistato la forma migliore. Sulla fascia sinistra Zambataro avrà libertà di correre e puntare l’uomo sapendo che alle sue spalle a proteggerlo ci sarà Zanandrea. Al centro del campo l’architetto Mastinu e Brentan. Capitan Mastinu ha dimostrato di essere in uno stato di forma ottimale e seppure infastidito da un piccolo acciacco sarà sicuramente grande protagonista.
Davanti Di Stefano e Sorrentino dovranno cercarsi con continuità, ma soprattutto dovranno cercare di impensierire la retroguardia aretina e cercare il gol.
E infine Zaccagno. Il portierone rossoblù che con i suoi intervenenti e la sua serenità cercherà di infondere ai compagni la sicurezza necessaria per tentare l’impresa.
E poi in panchina a dare la carica ci sono il tecnico Greco, il vice Pierpaolo Garau, il preparatore dei portieri, grande motivatore e cuore rossoblù Tore Pinna, il match analyst e i preparatori. In tribuna a soffrire con il presidente Stefano Udassi, ancora squalificato, tutto lo staff della proprietà Abinsula guidato da Pierluigi Pinna con il socio Andrea Maddau e sostenuto da un gruppo di sostenitori-sponsor che in tutta la stagione sono rimasti al fianco della società.
Infine la curva. Sono almeno 400 i tifosi partiti da Sassari, ma almeno un altro centinaio arriveranno da tutta Italia per sostenere la Torres.
Che sarà seguita anche a Sassari da migliaia di persone che alle 14,30 saranno incollate davanti alla tv. La partita sarà infatti trasmessa su Sky, su Now e anche su Raisport. In molti bar, ristoranti, circoli si stanno organizzando “curve” improvvisate dove si farà tifo come allo stadio (io come al solito sarò al Bar Grandi in largo Cavallotti).
Comunque, una cosa è certa: la Torres non sarà sola. E non lo sarà mai.
Domani alle 14,30 tutta Sassari dovrà stringersi intorno alla sua squadra. A quella squadra che ci ha fatto gioire, soffrire, piangere e che è e resterà sempre una parte di noi.
Forza Ragazzi. Forza Torres.

