di Pier Luigi Piredda
Sassari. Una stagione disgraziata. Una stagione cominciata male e finita in maniera rocambolesca. La Torres dovrà conquistarsi la permanenza in Serie C attraverso i play out. Dopo una stagione segnata soprattutto dalla sfortuna.
La sorte ha voluto proprio che la Torres, la bella Torres che nel girone di ritorno ha inanellato una serie di prestazioni di alto livello, si debba trovare faccia a faccia per mantenere la categoria con la squadra che più di ogni altra le ha rovinato il campionato: il Bra. Indimenticabile il clamoroso rigore negato alla Torres nella partita di andata quando un difensore aveva colpito nettamente con il braccio il pallone dentro l’area. Nella partita di ritorno a Sassari, il Bra aveva segnato nei primi minuti e poi si era trincerato nella sua metà campo. La Torres era riuscita a pareggiare con Sala dopo un numero incredibile di occasioni da gol.
Quindi sarà proprio il Bra l’avversario dei play out: sabato 9 maggio probabilmente sul campo di Sestri Levante e il sabato successivo, il 16 maggio, al “Vanni Sanna”.
Ma quel che è accaduto negli ultimi minuti di questo disgraziato campionato è al limite dell’incredibile.

La Sambenedettese che perdeva 2-1 al 96’ ha rimontato il gol due minuti dopo e poi ha segnato quello della vittoria e della salvezza altri 2 o 3 minuti dopo. Nel corso di un recupero incredibile sul quale l’ufficio inchieste forse dovrebbe almeno fare qualche verifica. Perché si possono anche dare i minuti di recupero, ma far giocare quasi un’altra mezza partita non è veramente concepibile.
È anche vero che la Torres ci ha messo molto di suo. Soprattutto nel girone di andata quando con Michele Pazienza in panchina era riuscita a raggranellare appena 8 punti con una serie impressionante di partite perse di misura, ma soprattutto senza mai esprimere un gioco decente.
La svolta era arrivata con il ritorno in panchina di Alfonso Greco che ha recuperato mentalmente una squadra di giocatori sfiduciati, ha inserito alcuni acquisti interessanti arrivati nel mercato di gennaio e riscoperto nei loro ruoli più congeniali giocatori che fino a quel momento avevano deluso, erano rimasti in panchina o addirittura in tribuna.
Ma a disturbare tutto questo grande lavoro di recupero è stata soprattutto la fortuna. Mai la dea bendata si è degnata di dare un’occhiata benevola alla Torres. Pali, traverse, parate straordinarie dei portieri avversari e poi… ci sarebbe da scrivere un romanzo su questa stagione.
Ma dopo la sconfitta di Arezzo, che ha vinto ma ha confermato di non essere assolutamente superiore alla Torres così come il risultato di 3-1 farebbe pensare, la squadra di Greco deve resettare tutto, principalmente l’amarezza, e pensare soltanto ai play out.
Salvare la categoria è fondamentale. La Torres e soprattutto la società non meritano una punizione ulteriore. Questa disgraziata stagione ha presentato alla società un conto salatissimo. Immeritato per gli sforzi e per gli investimenti fatti.
Dopo quello che è ormai considerato, questo è fin troppo chiaro e inconfutabile, l’errore iniziale con la scelta di un nuovo allenatore e il ringiovanimento della rosa, rispettando il progetto presentato da Zola al momento del suo insediamento alla vicepresidenza della Lega Pro, le cose sono state corrette in corsa e nel girone di ritorno si è vista un’altra Torres.
Ma da parte della Lega Pro non è cambiato nulla. Non è mai arrivato alcun segnale. Nonostante Zola e nonostante la presenza del presidente Udassi, la Torres ha così continuato a essere penalizzata con decisioni assurde e penalizzanti come il gol della vittoria a Perugia annullato per un fallo commesso 10 minuti prima e così via.
Nonostante le decisioni contrarie subite, la società Torres non si è mai lamentata. Nonostante avesse tutti i motivi per farlo. Ma questa Torres è una società seria che ha preferito continuare a credere nella sportività, senza cercare favoritismi e cercando di rispondere sul campo alle avversità.
Ma alla fine il vaso si è riempito e ha cominciato a tracimare in quest’ultima giornata.
La Torres se l’è giocata alla pari con l’Arezzo. Ha disputato una partita dignitosa e messo in difficoltà la squadra che è stata promossa in Serie B.
Ha perso, ma non poteva certo aspettarsi la beffa finale. Un verdetto durissimo arrivato dopo un recupero al limite dell’incredibile nell’altra partita decisiva per la salvezza: quella di Pesaro.
E così, a fine partita, dopo le durissime e giuste parole del tecnico Alfonso Greco che ha stigmatizzato quel che è accaduto a Pesaro, ma ha subito ribadito che la Torres giocherà i play out con il coltello fra i denti, è arrivato un duro comunicato della società.
A parlare è stato il presidente Stefano Udassi.
“Faremo i Play Out con rabbia e determinazione perché, per come è finito il girone di ritorno, siamo veramente arrabbiati. Lo faremo per noi, per la Torres e per i nostri tifosi.
Non è stata una stagione fortunata e non ci siamo mai lamentati, pur avendone la possibilità, perché crediamo che il campo sia il giudice supremo e soprattutto perché siamo certi della buona fede di tutti gli attori, nonostante i tanti episodi che ci hanno penalizzato.
Questo però non deve essere confuso, o mal interpretato, come debolezza o indifferenza di chi subisce passivamente ogni genere di cosa.
Siamo arrivati all’ultima giornata consapevoli che la nostra sorte probabilmente non sarebbe dipesa solo da noi. Così è stato.
Ma rimaniamo perplessi, come società, per il modo in cui si è concluso il campionato.
Auspichiamo che certe immagini, di dominio pubblico e a noi molto evidenti, siano oggetto di approfondimento adeguato e precisa revisione.
Lo auspico perché ho sempre creduto nei valori dello sport e spero che anche stavolta abbiano la meglio su tutto”.
Parole pesantissime che lasciano capire quanto siano grandi la rabbia e la delusione per come sono andate le cose.
La Torres ha sempre sopportato tutto. Dignitosamente. Ma c’è un limite a tutto. E quel limite in questa giornata è stato abbondantemente superato.
Ora non resta che rimboccarsi le maniche e lavorare duramente per uscire dalle sabbie mobili.
Ma bisogna anche continuare ad alzare la voce nei palazzi del potere per far capire che una società con 123 anni di storia, che ha disputato due campionati di altissimo livello arrivando a giocarsi l’accesso alla Serie B, che ha raddrizzato con orgoglio una stagione sfortunata, che ha una tifoseria che non hanno neppure alcune squadre di Serie A, non può essere trattata così.
Rispetto.
Rispetto per la Torres, rispetto per i tifosi, rispetto per la città, rispetto per la Sardegna.
Cara Lega Pro, se ancora ci sei batti un colpo.
Ma soprattutto rispetta la Torres, una società sana con oltre un secolo di storia che scende in campo sempre a testa alta.
Rispetto.
Questa volta le pagelle dei giocatori le trascuriamo. Così come l’analisi della partita. Troppo il dispiacere per quel che è successo sui campi della serie C.
Comunque, tutti i giocatori della Torres e lo staff tecnico meritano molto più della sufficienza per l’impegno profuso sul campo e poi per le calde lacrime che hanno versato a fine partita insieme agli oltre 500 meravigliosi tifosi che hanno assiepato la curva dell’Arezzo e non hanno mai smesso un solo istante di incitare i rossoblù.
Vanno bene le lacrime però non è finita. Davanti alla Torres ci sono ancora due partite. Due battaglie. E la squadra avrà bisogno di tutto il calore possibile per ri-conquistare questa Serie C che nessuno deve toglierci.

