Cagliari. Uscire dalla logica permanente dell’emergenza per chiedere al Governo una soluzione industriale commisurata alle specificità della Sardegna. È questo l’appello lanciato da Aldo Salaris (coordinatore regionale dei Riformatori Sardi) sulla gestione e sul riciclo della plastica nell’Isola, un tema che sta mettendo a dura prova la filiera regionale.
«È arrivato il momento di ammettere che lo stoccaggio temporaneo e il trasferimento della plastica in continente possono essere una risposta all’emergenza, ma non sono la soluzione al problema», dichiara Salaris, accendendo i riflettori sui costi aggiuntivi che la condizione insulare impone alla regione.
La crisi che sta colpendo il settore del riciclo a livello nazionale ed europeo assume infatti in Sardegna contorni ancora più complessi. «Quando manca la capacità di trattamento locale – spiega Salaris – la plastica deve essere stoccata oppure caricata sui camion, imbarcata e trasferita fuori dall’Isola. Tutto questo si traduce in più tempo, più complessità e, soprattutto, maggiori costi per i cittadini».
Un paradosso se si considera la risposta della popolazione sarda: la regione è infatti la prima in Italia per quantità di imballaggi in plastica raccolti pro capite. «I cittadini sardi stanno facendo ampiamente la loro parte – prosegue –. La vera criticità è ciò che accade dopo la raccolta: non abbiamo una filiera industriale sufficientemente forte e adeguata per gestire ciò che produciamo. Dobbiamo chiederci se vogliamo continuare a cercare spazi di stoccaggio per i prossimi trent’anni o se vogliamo finalmente costruire una soluzione strutturale».
Guardando alle buone pratiche già consolidate in altre parti d’Italia — dove la gestione dei rifiuti è stata trasformata in opportunità economica, ricerca e posti di lavoro grazie a impianti all’avanguardia —, Salaris individua la strada da seguire: la transizione verso una vera economia circolare.
«È necessario che la Regione e il Governo aprano immediatamente un tavolo di confronto per realizzare in Sardegna una piattaforma industriale moderna destinata alla selezione, al trattamento e alla valorizzazione della plastica», incalza l’esponente politico, chiamando in causa direttamente i vertici romani. «Questa deve essere la conseguenza concreta dell’applicazione del principio di insularità, ed è per questo che chiediamo al Ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin di intervenire subito. La Sardegna non può continuare a pagare un prezzo più alto solo perché è un’isola: deve essere messa in condizione di realizzare qui le soluzioni di cui ha bisogno».
