Bosa. Nel pomeriggio del 9 settembre, il personale forestale del reparto di Bosa è intervenuto nella periferia del centro abitato della cittadina costiera omonima per il recupero di un giovane esemplare di grifone eurasiatico (Gyps fulvus L.). L’avvoltoio, individuato tra le abitazioni della città, si trovava in evidente stato di debilitazione e non era più in grado di riprendere autonomamente il volo.
Gli agenti hanno effettuato il recupero in totale sicurezza. Pur non presentando ferite o lesioni traumatiche evidenti, l’animale appariva fortemente debilitato ed è stato immediatamente trasferito presso il Centro di Recupero della Fauna Selvatica di Bonassai, gestito dall’Agenzia Forestas. La struttura di Bonassai rappresenta, insieme a quella di Monastir, uno dei presidi regionali specializzati nella riabilitazione della fauna selvatica. Presso il centro, il giovane grifone sarà sottoposto agli accertamenti e alle cure necessarie per consentirgli l’auspicato ritorno in natura.
L’operazione costituisce il quinto recupero di un grifone effettuato nel territorio nel solo mese di settembre. Gli esemplari soccorsi in questo periodo non presentavano traumi evidenti, ma condizioni di marcata debilitazione che hanno reso indispensabili il tempestivo intervento e il trasferimento presso la struttura specializzata.
Il valore ecologico e la consistenza della specie
Il grifone svolge una funzione ecologica fondamentale: nutrendosi delle carcasse degli animali, contribuisce alla loro rapida eliminazione dall’ambiente e al mantenimento degli equilibri ecosistemici. La popolazione della Sardegna Nord-Occidentale, il cui territorio compreso tra Bosa, Montresta e Alghero rappresenta una delle aree più importanti per la conservazione della specie in Italia, è stata oggetto negli anni di incisivi programmi di tutela e rafforzamento.
Nel 2024, tra la costa e l’entroterra di Bosa, Suni e Montresta, sono state censite 104 coppie territoriali, che costituiscono il nucleo riproduttivo più consistente a livello nazionale.
L’impegno operativo del Corpo Forestale e di vigilanza ambientale
Il ripetersi di questi interventi conferma il ruolo primario del presidio territoriale assicurato dal Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Sardegna. Parallelamente al rilevante impegno richiesto dalla Campagna antincendio boschivo e ai consueti compiti istituzionali, la Stazione Forestale di Bosa garantisce costantemente le attività di tutela, soccorso e recupero della fauna selvatica, a salvaguardia della biodiversità e del patrimonio naturalistico della Sardegna.
Il grifone eurasiatico è parte integrante della fauna particolarmente protetta e del gruppo di specie per le quali la Regione Sardegna, con la collaborazione fattiva del CFVA, dell’Agenzia Forestas e dei Comuni interessati, garantisce un regime di rigorosa tutela della popolazione e del suo habitat.
Il Nucleo cinofilo antiveleno del CFVA
Fin dalle prime fasi di attivazione del Progetto europeo LIFE Under Griffon Wings (2015-2020), coordinato dall’Università di Sassari per tutelare la specie, mitigare le minacce e rafforzare lo stato demografico della popolazione di avvoltoio grifone in Sardegna, il Corpo Forestale e di vigilanza ambientale è sempre stato in prima linea nello svolgimento del delicato compito di contrastare la pratica dell’utilizzo di esche e bocconi avvelenati. Tale compito, tutt’oggi, è svolto dal Nucleo cinofilo antiveleno del CFVA (NCA), che opera con l’ausilio di cani addestrati nella ricerca di veleni e sostanze tossiche per i grifoni, applicando le migliori pratiche messe in atto in altri contesti nazionali ed europei.
L’obiettivo primario del Nucleo cinofilo antiveleno è quello di prevenire e reprimere l’uso di esche avvelenate, contribuendo a ridurre i rischi di morte per avvelenamento dei grifoni che notoriamente si cibano di carcasse. Il NCA opera attraverso sopralluoghi e ispezioni, prioritariamente nell’area della Planargia, di Campeda e dell’algherese; nei casi di sospetto avvelenamento, può esercitare la sua attività su tutto il territorio regionale.