La corsa dietro il vento©Laila Pozzo

Sassari. Viaggio tra le storie inventate dal grande scrittore, giornalista e pittore bellunese ne “La corsa dietro il vento / Dino Buzzati o l’incanto del mondo” con drammaturgia e regia di Gioele Dix,

protagonista sulla scena insieme con Valentina Cardinali (produzione CTB / Centro Teatrale Bresciano in collaborazione con Giovit – distribuzione Retropalco srl) in cartellone martedì 16 gennaio alle 21 al Teatro Comunale di Sassari e da mercoledì 17 fino a domenica 21 gennaio al Teatro Massimo di Cagliari (tutti i giorni da mercoledì a venerdì (turni A, B, C) alle 20.30, sabato alle 19.30 (turno D) e domenica alle 19 (turno E) – venerdì 19 gennaio doppia recita con la pomeridiana alle 16.30 – turno P) sotto le insegne della Stagione 2023-2024 de La Grande Prosa del CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna.

Una pièce originale ispirata agli straordinari e immaginifici racconti dell’autore de “Il deserto dei Tartari” e “Un amore”, in cui i personaggi si materializzano sulla scena, con i loro drammi, le segrete inquietudini, i sogni e i desideri all’interno di un suggestivo atelier, tra costumi, accessori e oggetti

Giole Dix – La corsa dietro il vento©Laila Pozzo

che ne definiscono la professione e la classe sociale, ma anche il carattere e la personalità, fino a comporre un vivido affresco di varia umanità. Interprete raffinato e eclettico, con all’attivo una lunga carriera teatrale a partire dagli Anni Settanta con la cooperativa Teatro degli Eguali, poi accanto a artisti del calibro di Franco Parenti e Sergio Fantoni, diretto da registi come Gabriele Salvatores, Antonio Salines e Andrée Ruth Shammah, Gioele Dix (al secolo David Ottolenghi) dotato di una spiccata vis comica oltre al gusto per l’ironia e al talento di affabulatore, come confermano i suoi successi nel cabaret, dal Derby Club e lo Zelig di Milano alla ribalta televisiva con programmi come Cocco, Mai Dire Gol e Zelig, tra incursioni nel cinema d’autore e brillanti commedie sul grande schermo, oltre ai documentari e alle serie tv, si confronta con la letteratura. Traendo materia e spunti da “Sessanta Racconti”, “Il colombre” e “In quel preciso momento”, l’attore, drammaturgo, regista e cabarettista milanese compone una sua personale antologia in cui le idee racchiuse in “Una pallottola di carta” lasciano il posto al senso di vertigine de “La ragazza che precipita” e alla complicata stesura di “Una lettera d’amore”, tra gli echi faustiani di “Una giacca stregata” e l’ascesa in società di una giovane donna in “Non è mai finita”, fino a un ipotetico ma anche emblematico addio nelle ultime righe tracciate a matita, che «sulla poca carta bianca che rimane stasera io scrivo».

“La corsa dietro il vento” – uno spettacolo di e con Gioele Dix, che intreccia memorie personali e familiari alla narrativa buzzatiana e divide il palco con un’intensa Valentina Cardinali, con scenografie di Angelo Lodi, costumi di Marina Malavasi e Gentucca Bini e disegno luci di Carlo Signorini, musiche di Savino Cesario (arrangiamenti di Savino Cesario, Silvano Belfiore, audio a cura di Beppe Pelliciari – Mordente), assistente alla regia Beatrice Cazzaro, produzione CTB / Centro Teatrale Bresciano in collaborazione con Giovit e distribuzione Retropalco srl – traccia un itinerario tra le storie intriganti e spesso sorprendenti, in cui affiorano alcuni dei temi fondamenti per l’autore di romanzi splendidi e celeberrimi come “Il deserto dei Tartari” e “Un amore”, ma anche dell’epopea al contrario di “Bàrnabo delle montagne, di trame fiabesche e allegoriche come ne “Il segreto del Bosco Vecchio” e “La famosa invasione degli orsi in Sicilia”, oltre che del romanzo fantascientifico “Il grande ritratto”. Nelle sue opere e in particolare nei racconti, Dino Buzzati esplora i labirinti della mente e del cuore, mette in luce i turbamenti e le angosce, i pensieri più intimi e i desideri più segreti, dando forma alle vaghe paure e alle superstizioni, mostrando i limiti della ragione di fronte alle passioni, ma anche i dubbi e le incertezze che ostacolano l’azione e gli slanci più generosi e temerari, con tutte le molteplici contraddizioni, le manie e le smanie, le idiosincrasie e le ossessioni, per soffermarsi sul quieto sgomento davanti alla prospettiva, attesa e temuta, dell’inevitabile fine.

Una preziosa tavolozza a cui attingere per disegnare caratteri e situazioni dove elementi onirici e quasi soprannaturali si mescolano alla dimensione del quotidiano, quasi a indicare che perfino ciò che appare così definito e indiscutibile, perché percepibile attraverso i sensi, noto e riconoscibile, quasi confortante nella sua illusoria “concretezza”, può invece sottendere a un mistero. Ne “La corsa dietro il vento”, Gioele Dix costruisce una sorta di “laboratorio letterario”, dove un foglio di carta stropicciato rappresenta una sorta di messaggio, un invito ad avventurarsi tra le vicende vere o inventate per farne oggetto di nuove narrazioni, in un gioco di specchi tra la pagina e la scena. Un’occasione per riscoprire la scrittura folgorante di Dino Buzzati, così ricca di sottigliezze, arcana e densa di allusioni, ma sempre lineare, nella sua elegante e ricercata semplicità, tanto da risultare di grande immediatezza anche quando conduce il lettore in luoghi inaspettati, dove s’incontrano le creature stravaganti nate dalla sua fantasia. In ogni racconto gli ingredienti sono perfettamente calibrati e commisurati al contesto, come se lo stesso autore compisse un esercizio di mimesi, immedesimandosi in uno o più dei suoi personaggi, e quasi sempre nella vicenda è presente un dilemma o un conflitto, un nodo da sciogliere, un segreto inconfessato perfino a se stessi, un interrogativo, quasi un indovinello fatale come quelli della Sfinge, che si risolve solo nel finale.

La pièce rappresenta quindi un omaggio, personale e sentito, a uno degli artisti più importanti e significativi del Novecento, un maestro della suspense che ha ammaliato intere generazioni, ma anche un profondo conoscitore della natura umana, che ha accuratamente e coraggiosamente scandagliato, tra luci e ombre, al di là del bene e del male. «Ho cominciato a leggere i racconti di Dino Buzzati all’età di dodici anni. Sono diventati parte del mio immaginario» – rivela Gioele Dix. «La sua voce assomiglia spesso alla mia. Lo considero l’inventore di racconti perfetti, che non solo ti avvincono – perché vuoi sapere come vanno a finire – ma ti lasciano sempre un segno dentro, ineffabile però familiare».

Nel portare in scena i testi dell’eclettico scrittore e drammaturgo, poeta, scenografo e pittore, ma anche cronista, quindi saldamente ancorato alla realtà, pur dotato di fervida e accesa fantasia e dell’abilità di mescolare scienza e invenzione, vita e sogno, Gioele Dix «parla (anche) di sé, dei suoi gusti, delle sue inquietudini, delle sue comiche insofferenze, con l’ironia e il gusto del paradosso cui ha abituato il suo pubblico». Quasi un dialogo a distanza con l’artefice di trame surreali e perfino kafkiane, in cui i personaggi restano come imprigionati finché non trovano la chiave magica che come nelle favole li conduce verso una imprevedibile conclusione, spesso a posteriori identificabile come naturale compimento di un destino: tra quelle righe sono disseminati, per chi volesse, e sapesse coglierli, anche semi di saggezza e insegnamenti filosofici, risultato di una profonda comprensione e accettazione di tutto quel che è umano, che rendono ancora più acuto il piacere di immergersi in un racconto, di godere della meraviglia e insieme dell’intelligenza del mondo attraverso uno sguardo d’artista.

A poco più di cinquant’anni dalla scomparsa di Dino Buzzati (1906-1972), “La corsa dietro il vento” di e con Gioele Dix rappresenta un’occasione per confrontarsi con una delle figure di spicco della cultura italiana – e non solo – del ventesimo secolo, riapprezzarne la prosa luminosa e il talento di «fine scrutatore d’anime», quella sua capacità di (farci) guardare oltre l’apparenza per mettere a nudo la verità.

Oltre la Scena – incontri con gli artisti: giovedì 18 gennaio alle 17.30 nel Foyer del Teatro Massimo di Cagliari, Gioele Dix e Valentina Cardinali in un dialogo con il pubblico coordinato da Irene Palladini (ricercatrice presso il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università degli Studi di Cagliari e docente di Letteratura Italiana Contemporanea) raccontano “La corsa dietro il vento”, con una riflessione sugli intrecci e le reciproche influenze tra letteratura e teatro, sul mestiere di scrivere come sul lavoro dell’attore e sul rapporto tra arte e società. INGRESSO GRATUITO (fino a esaurimento posti)

 

INFO & PREZZI

SASSARI / La Grande Prosa & Danza

abbonamenti – La Grande Prosa

Platea intero € 160 – ridotto € 145

Galleria intero € 145 – ridotto € 130

studenti € 85

abbonamenti La Grande Prosa e Danza

Platea intero € 210 – ridotto € 180

Galleria intero € 180 – ridotto € 165

studenti € 110

biglietti:

Platea intero € 25 – ridotto € 20

Galleria intero € 20 – ridotto € 18 – ridotto studenti 15

Loggione intero € 15 – ridotto studenti € 10