C’è rammarico per il mancato poker di vittorie consecutive, ma anche la consapevolezza che esistono gli avversari a cui va dato merito di aver tirato con 14/30 da 3 punti, di essere partiti con grandissima aggressività e di aver sempre ricacciato indietro la Dinamo, arrivata in piena rimonta a 2 minuti dalla fine con la bomba del possibile -4 di Cappelletti.

Il Banco è andato a strappi, ha tirato malissimo da 3 punti con 3/20 pur con tiri aperti e ben costruiti, ha perso subito il suo leader Jefferson per un problema al piede, ma non ha mai mollato, ha lottato, ha preso più rimbalzi offensivi della migliore del campionato, ha perso solo tre palloni nel secondo tempo, anche nelle difficoltà ha sempre cercato di raddrizzare la partita. La vecchia Dinamo probabilmente avrebbe alzato bandiera bianca dopo il 28-15, dopo il -16, dopo essere stata più volte respinta senza mai fare canestro. Eppure è arrivata lì.

Trento è stata cinica nei momenti in cui la partita poteva veramente svoltare in favore di Sassari. Vincere tre partite consecutive in questo campionato è un’impresa, figuriamoci con le prime tre della classe, avere continuità è durissima, basta vedere la condizione di Treviso e Brindisi, il successo di Cremona con Venezia, è una battaglia all’ultimo sangue con verdetti che saranno definitivi in pratica solo alla 30^ giornata.

Sei partite alla fine della regular season con la Dinamo che ha tre trasferte Brindisi, Scafati, Napoli e 3 partite in casa Pesaro, Varese e Reggio Emilia. Tutto ancora aperto, sono 8 i punti di vantaggio sulle penultime con l’1-0 negli scontri diretti su Pesaro e Brindisi, prossima avversaria del Banco prima di Pasqua in Puglia, mentre 4 squadre a 24 punti poco sopra Sassari con Napoli vincitore della Coppa Italia addirittura fuori dai playoff. La squadra di Sakota, che ha inserito tre nuovi giocatori nel quintetto, è in piena rimonta salvezza, ha battuto in casa Cremona e Trento, vincendo anche a Scafati.

La Dinamo sta facendo il massimo, sta lavorando molto duramente in palestra, chissà se avesse giocato Jefferson ma il senno di poi non esiste nello sport, quello che conta è continuare a combattere, a rimanere sul pezzo e provare a conquistare più vittorie possibili senza rimpianti di infortuni o emergenze passate che ne hanno compromesso il cammino.

 

Fonte: Ufficio Comunicazione Dinamo Banco di Sardegna