Piero Comandini (foto Agenzia DIRE)

 

Non nasconde l’emozione Piero Comandini, presidente del Consiglio regionale sardo nella 17esima legislatura. La parabola politica del dem, segretario del Pd sardo, sicuramente non ha eguali nella storia dell’assemblea isolana: Comandini ha infatti fatto i primi passi in Consiglio regionale sardo trent’anni fa non come esponente politico, ma da commesso d’aula. Dopo tre anni si licenziò, per iniziare la carriera politica che oggi l’ha portato ai vertici della massima istituzione dell’isola.
“Sento molto la responsabilità di questo incarico- spiega Comandini ai cronisti dopo il ‘rito della campanella’ con il presidente uscente, Michele Pais- cercherò prima di tutto l’unità di quest’aula. Siamo in un momento particolare, non solo in Sardegna. Dobbiamo volare alto”. Ora, aggiunge Comandini con la spilletta “Peace” appuntata sulla giacca, “bisogna aprire una fase costituente fatta di riforme e riscrizione dello Statuto sardo. Questa è una legislatura già storica, per la prima volta c’è una presidente della Regione donna, ma ora tocca a noi lavorare per essere all’altezza delle aspettative dei sardi“. C’è un tempo per lo scontro ideologico sui programmi, sottolinea, “ma quel giorno deve finire con lo spoglio delle schede elettorali. Lo scontro non deve essere portato all’interno di questo Palazzo, qui bisogna confrontarsi sulle idee, sui progetti e sulle soluzioni ai problemi dei sardi”.
Sull’incarico di segretario regionale dei dem, Comandini assicura: “Convocherò subito la direzione insieme al presidente (Giuseppe Meloni, neo assessore al Bilancio, ndr), troveremo la migliore soluzione per il partito. Con Meloni abbiamo fatto una scelta politica, e soprattutto abbiamo creduto molto nel progetto del campo largo. Abbiamo scelto di non abbandonare questo progetto, di essere in prima linea nella coalizione con ruoli chiave”.

 

Fonte: Agenzia DIRE – www.dire.it